Allarme idrogeologico, Alberti all’attacco: «Consiglieri regionali, datevi una mossa»

Mariano Richiamo delle minoranze: «Sollecitare gli enti locali in materia di sicurezza idraulica». Dura replica: «Più che ai sindaci, stanchi di prendere palate, la richiesta va indirizzata a Milano»

Lettura 1 min.

Mariano

Sicurezza idrogeologica: «I consiglieri regionali muovano il “fondoschiena”». Nell’ultimo consiglio comunale, a proposito di rischio ambientale e opere per rendere sicuri i nostri corsi d’acqua, il sindaco Giovanni Alberti ha usato toni non esattamente diplomatici, parole si può dire colorite, nei confronti dei rappresentanti politici comaschi in Regione.

La mozione sarà riscritta

Così è successo perché le minoranze hanno chiesto «di sollecitare le istanze locali in materia di sicurezza idraulica», un tema rilanciato dalla stessa maggioranza all’indomani dell’alluvione del settembre 2025, insieme a tanti Comuni comaschi e monzesi per il bacino dei torrenti Tarò e Terrò.

«Più che ai sindaci, stanchi di prendere palate – ha detto Alberti – bisogna indirizzare queste richieste ai rappresentanti regionali, ai consiglieri vicini al territorio, che dicono di avere a cuore il territorio e che però mettono la bella faccia soltanto alle manifestazioni e poi spariscono. Che si diano da fare, che muovano il “fondoschiena”». L’esatto termine utilizzato è un po’ più colorito di quello inserito tra virgolette.

Alberti non ne fa una questione di colore politico, il richiamo ai consiglieri regionali «è trasversale», detto che le minoranze, tra Pd e Mariano 2.0, mettano in evidenza come la guida in Regione sia da anni affidata al centro destra. Botta e risposta a parte i consiglieri proponenti delle minoranze hanno ritirato la mozione, con l’intenzione di accogliere l’invito del sindaco e riscrivere la proposta all’indirizzo degli esponenti seduti in Regione.

«Dopo l’emergenza del settembre 2025 la stessa maggioranza, fatto un consiglio straordinario, aveva chiesto opere e impegni chiari – spiega Stefano Poltronieri, capogruppo del Pd – coinvolgendo gli altri Comuni, anche del monzese, lungo il Tarò, Terrò e i torrenti Certosa e Roggia Vecchia. Tra Alzate Brianza e Mariano Comense erano previste e finanziate delle vasche di laminazione e una mappatura dei rischi emersi dopo l’ultima alluvione. Da allora però poco si è mosso, ecco perché siamo tornati a chiederne conto».

Si tratta di opere che hanno una previsione su un arco temporale più ampio, già immaginate prima dei temporali dello scorso autunno. La Provincia come ente si era anche proposta come soggetto attuatore, salvo non riuscire a fare questo passo per ragioni formali.

Già sistemata via Sant’Agostino

Nell’immediato Mariano Comense, con fondi regionali, ha comunque già sistemato via Sant’Agostino dove si era creata dopo la pioggia una grande voragine, con delle tubature vetuste da sostituire. In emergenza grazie alla protezione civile erano state investite altre risorse per la sistemazione delle sponde dei corsi d’acqua e gli aiuti offerti ad alcuni privati. Resta però la richiesta avanzata mesi fa insieme diciassette Comuni, da Cantù a Meda, da Cesano Maderno a Inverigo passando per Cabiate, Carugo e Arosio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA