Commissariato a Cantù: è scontro in consiglio. Fratelli d’Italia e Lega ai ferri corti
Politica Il voto contrario del capogruppo meloniano Arosio ha scatenato l’ira degli alleati. «Sulla sede serve un’altra perizia». La replica: «Se vuoi ci sono sedie libere in minoranza»
Lettura 1 min.Cantù
Parlare di crisi di maggioranza, di spaccatura, di lotte interne, assicurano i diretti interessati, è – stavolta - eccessivo. Però. Però non è proprio consueto che il capogruppo di Fratelli d’Italia, del secondo (per un soffio) partito di maggioranza, non voti a favore di uno dei progetti prioritari del mandato del centrodestra.
Progetto promosso con determinazione dalla Lega e per il quale si sta spendendo in prima persona il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni. Tanto che, ribadisce netto il capogruppo del Carroccio Maurizio Facchini «noi andremo avanti con massima convinzione. Noi non siamo qui per giocare».
Clima teso
Un’astensione pesantissima quella del capogruppo dei meloniani Edgardo Arosio – per decenni uomo forte della Lega – l’altra sera in consiglio comunale, quando l’assemblea ha dato il via libera al passaggio al patrimonio comunale dell’immobile di via Vittorio Veneto, oggi di proprietà della partecipata Canturina Servizi Territoriali, che ospiterà il commissariato di polizia. La delibera è passata, con 11 voti a favore, due contrari di Cantù Civica, e sei astenuti. Ovvero il Partito Democratico e, appunto, Edgardo Arosio. Che ha invitato a frenare e ha chiesto di tutelare maggiormente l’ente e quindi una controperizia sul valore dell’immobile perché «ci sono diversi punti in merito ai quali avrei preferito ascoltare risposte un po’ più esaurienti».
Unico di FdI a fare questa scelta, rimarca il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Christian Gabelli: «Si tratta di una presa di posizione personale di Arosio su quell’argomento. È un consigliere, ha esercitato la propria indipendenza, perché i consiglieri non sono degli yes-men. Aveva una visione diversa, l’ha espressa, e sulla base della sua lunga esperienza ha fatto valere delle osservazioni che sono state formulate da lui, non da noi. Se fosse stata un’iniziativa del partito si sarebbero mossi tutti all’unisono». Ci sarà un confronto interno in merito? «Se necessario o meno – prosegue – lo vedremo nei prossimi incontri del direttivo. Anche perché, ripeto, c’è poco da confrontarsi, è stata una sua iniziativa. Io aspetterei a parlare di crisi. Si lavora serenamente e la maggioranza resta compatta e coesa».
Di certo, se si chiedesse al capogruppo della Lega Maurizio Facchini, lui non avrebbe dubbi sul fatto che serva, un confronto. In consiglio la sua replica ad Arosio è stata piuttosto muscolare, dicendo «auguro di rivedere bene le proprie posizioni, al limite questo consesso ha sedie libere anche dall’altra parte». E torna a invitare gli alleati a fare ordine al proprio interno: «Su una questione di tale importanza e si chiede chiarezza, anche perché la presa di posizione di Arosio è stata inaspettata, le riunioni di maggioranza sono sempre andate avanti in modo unitario».
Il Carroccio attacca
Non minimizza, Facchini: «Credo che una simile iniziativa da parte del capogruppo sia sintomo di una questione interna in Fratelli d’Italia, nella quale io non entro. Se ci sono rivalse e contrapposizioni le risolvano, ma senza andare a influire sull’azione della maggioranza. Non siamo qua a giocare, e su un tema come il commissariato andiamo avanti con convinzione».
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