Gli alpini comaschi a Genova, uniti contro le polemiche

Con l’alzabandiera è iniziata nel capoluogo ligure la 97esima Adunata nazionale, preceduta da una vigilia movimentata che ha causato anche l’intervento del sindaco Salis

Genova

«Diamo il via ufficialmente alla novantasettesima adunata nazionale degli Alpini. “Alpini, faro per il futuro dell’Italia”, questo è il motto di questa adunata. A Genova, città di mare, si sa che essere un faro vuol dire godere di grande fiducia, essere una certezza, portare speranza. L’Alpino ha le spalle larghe, sa caricarsi questo Paese sulle spalle e lo fa con forza. Lo vedrete e lo percepirete visitando la cittadella. Uno spazio dedicato a farci conoscere e a far vedere come la montagna sia una palestra formidabile che non solo ci permette di addestrarci e di metterci alla prova, ma insegna rispetto per l’ambiente, consapevolezza del proprio valore e solidarietà». Lo ha detto il generale di Divisione Alberto Vezzoli, comandante delle truppe alpine dell’Esercito, durante l’inaugurazione della Cittadella Alpina allestita, in occasione della 97^ Adunata nazionale degli alpini che si è aperta oggi.

«Giovani, mettetevi alla prova, siate affamati, assetati di nuove sfide. Non abbiate paura di far ascoltare la vostra voce. Lo potete fare anche in silenzio, in perfetto stile alpino - ha detto il generale Vezzoli -. Farlo a Genova, città proiettata al mare, geograficamente legata alla montagna, assume un valore ancora più concreto. Un valore alpino che fa della concretezza il suo faro. Sindaca Salis, gli Alpini rispettano e ringraziano Genova e tutta la Liguria».

«Saluto tutti e tutti rispondono. Tanti sorridono. Alcuni ci fermano per conoscere la nostra realtà. Questo è il vero volto di Genova. Sarà una grande Adunata». Così ieri Tiziano Tavecchio - direttore del “Baradéll” (il periodico dell’Ana di Como) e dal 2019 uno degli speaker della grande sfilata, evento clou della tre giorni dell’Adunata - ha raccontato il clima che si respira nel capoluogo ligure dopo una delle vigilie più movimentate dell’Adunata nazionale degli alpini. In questi giorni, le cronache rimbalzate dal capoluogo ligure hanno dato conto di episodi poco edificanti, come i manifesti anti-alpini comparsi su alcuni muri cittadini e persino un fantomatico decalogo comportamentale per le donne, fatto di addirittura di spray al peperoncino e fischietti anti-molestie. Decalogo che è stato stigmatizzato anche da una larga parte della politica cittadina. Di mezzo ci è messo poi un tipico accampamento da Adunata fatto sgomberare dalla polizia locale (non era mai accaduto, almeno negli ultimi anni).

Episodi che hanno indotto il sindaco di Genova Silvia Salis a prendere la parola nelle ultime ore, con tanto di elogi «allo spirito di sacrificio e solidarietà degli alpini. «C’è un motivo profondo se l’Associazione nazionale alpini ha scelto di tornare a Genova dopo tutti questi anni - le parole del sindaco -. Questo motivo è da ricondurre alla “ferita” del ponte Morandi. Quando è crollato gli alpini sono stati tra i primi a correre in nostro aiuto». E proprio in corrispondenza del Ponte Morandi ieri pomeriggio si è svolta una cerimonia di ricordo delle 43 vittime del crollo avvenuto il 14 agosto 2018. Cerimonia cui Tiziano Tavecchio ha partecipato insieme a Manuel Principi - di origini liguri e residente a Carimate - speaker nazionale dall’89.

Da oggi l’Adunata nazionale entra nel vivo. La sfilata dei vessilli è in calendario alle 18.30 al Porto Antico. Domani poi nel capoluogo ligure convergerà una larga parte dei mille alpini comaschi attesi a questa novantasettesima Adunata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA