Mariano, opposizione all’attacco per il cemento:«Altri ettari persi». La replica: «Non è vero»

Polemica Secondo i dati annuali diffusi dall’Ispra è il Comune della provincia che ha costruito di più nel 2025. Conti: «Come quattro campi da calcio». Castoldi: «Non è una sorpresa». Ma il sindaco contesta i dati

Mariano.

Consumo di suolo, minoranze all’attacco. Secondo i dati annuali diffusi dall’Ispra Mariano Comense è il Comune della Provincia che ha cementificato di più nel 2025. L’analisi è contestata nei numeri dal sindaco Giovanni Alberti, in città si costruisce «sempre all’interno del documento generale che determina una riduzione».

Il primo cittadino sul tema più volte ha detto «di non accettare lezioni da nessuno», visto che in passato sono stati approvati dai precedenti sindaci grandi interventi di edilizia.

«Comune sostenibile»

Insieme all’assessore al Verde Loredana Testini a inizio ottobre la giunta marianese ha rivendicato il titolo di Comune sostenibile, in tema ambiente la città è inserita tra le amministrazioni italiane virtuose. L’opposizione, però, chiede parola.

«Perso l’equivalente di quattro campi da calcio»

«Abbiamo perso 2,7 ettari di verde, l’equivalente di quattro campi da calcio – dice il capogruppo di Mariano2.0 Simone Corti - in un territorio già cementificato per oltre il 37%. Mentre le temperature estreme dell’estate appena conclusa e la crisi climatica ci impongono di lavorare anche a livello locale per la tutela del verde e la riduzione delle isole di calore, l’amministrazione continua a spingere sull’edilizia e su nuove inutili aree parcheggio, a discapito del nostro patrimonio paesaggistico e soprattutto della abitabilità e salubrità della città. Lo sviluppo urbano non deve fermarsi, ma ogni intervento deve dimostrarsi sostenibile e deve restituire vivibilità ai nostri quartieri».

Anche il circolo ambientalista Ilaria Alpi ha già espresso posizioni critiche.

«In crescita dal 2022»

«Non è una sorpresa, anzi, è un risultato coerente con quanto avvenuto negli ultimi anni – così Sofia Castoldi, consigliere del Pd - dal 2022 il consumo di suolo cresce di più di un ettaro all’anno. Un dato che appare frutto di una visione quasi estrattiva del territorio da parte della maggioranza, elemento più grave, a nostro parere, di una semplice mancanza di visione. Le scelte fatte nel piano di governo del territorio si inseriscono in questo contesto, riconoscendo legittimamente la necessità di intervento dei privati, ma tenendo in scarsa considerazione sia gli effetti positivi degli spazi verdi sulla salute dei cittadini, sia il ruolo delle aree non impermeabilizzate nel diminuire il rischio di allagamenti e alluvioni. Il ricordo dell’alluvione del 2025 è ancora vivo, eppure ci chiediamo se abbiamo imparato».

«Se il ruolo di un’istituzione pubblica è quello di agire per il bene della cittadinanza intera, che storia raccontano i dati del consumo di suolo?»

In città ci sono alcuni progetti di edilizia pubblica e privata in discussione, la riqualificazione di ville e palazzine.

«Anche a fronte della fotografia data da Ispra – conclude Castoldi - vediamo che si continua sulla stessa strada, come dimostrato dagli interventi appoggiati dalla maggioranza, uno su tutti, la scelta di costruire un parcheggio pubblico dove ora sorge un vivaio. Se il ruolo di un’istituzione pubblica è quello di agire per il bene della cittadinanza intera, che storia raccontano i dati del consumo di suolo?».

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