«Villa Berta, tutto in regola». Avanti con il taglio e i posteggi
Mariano Dibattito in aula sull’interrogazione della civica 2.0 dopo lo stop da parte della Soprintendenza. Il sindaco: «Il castello non si tocca e il resto è a norma. Gli alberi? Non serviva autorizzazione»
Mariano.
Villa Berta: confermati parcheggi e abbattimenti, la pratica per il Comune è in regola.
I lavori nel compendio della villa abbandonata sono partiti all’inizio del 2026, nelle scorse settimane con un’ordinanza la Soprintendenza ha imposto lo stop immediato a qualsiasi opera per non pregiudicare parco ed edificio.
Dell’argomento si è discusso nel consiglio comunale di lunedì sera , a presentare un’interrogazione il capogruppo della minoranza Mariano2.0 Simone Conti che ha chiesto informazioni sugli «invasivi interventi avviati a fronte del rilascio di un semplice titolo edilizio».
«Questione tecnica»
Il sindaco Giovanni Alberti ha premesso che villa e parco, pur tutelati, sono privati e che la risposta è dunque tecnica, «non è un fatto politico. Il compendio di proprietà della famiglia Monarca è composto dal castello, che non è oggetto del presente intervento – ha specificato – dal giardino e dallo stabile commerciale a lato, già in precedenza sede di una banca. L’intero compendio è in liquidazione giudiziale, la villa residenziale e il resto del parco sono in attesa di nuovi tentativi di vendita. Invece il lotto commerciale con giardino da circa 1.100 metri è già stato aggiudicato all’asta e ora sono in corso interventi di ridistribuzione interna. Con riferimento alle opere autorizzate hanno riguardato 200 metri quadrati di giardino, prevedendo una finitura in ghiaio o calcestre, destinata ad uso privato. La realizzazione di un ingresso carraio e pedonale dalla strada pubblica, per evitare che l’area restasse interclusa. E un tratto perimetrale finalizzato a delimitare la proprietà con paletti e recinzioni alte due metri». Tutto, dice, ai sensi delle norme vigenti, in nome di una manutenzione straordinaria.
Tra i proprietari interessati gli architetti Amedeo e Giulia Pozzoli, la società di Seregno Nirvana Group e Claudio Nogara, presidente del consiglio comunale.
Le piante abbattute
«L’abbattimento di sette alberature è stato comunicato ed era motivato da problemi statici – ha detto ancora il sindaco – non era previsto il rilascio di autorizzazioni esplicite, non è stata depositata una perizia agronomica, ma la richiesta è corredata dalle firme dei proprietari. La continuità del filare di tigli lungo via D’Adda, esaminata internamente, deve essere garantita salvo una pianta da mettere altrove a dimora. La commissione paesaggio riunita due volte ha espresso parere favorevole e ha chiesto di contenere l’altezza dei muri perimetrali. Alla Soprintendenza non è stato richiesto parere, l’adempimento non è stato ritenuto necessario. Mi risulta - ha concluso - che le Belle arti abbiano effettuato dei controlli negli scorsi giorni, aspettiamo un riscontro».
Insoddisfatto il consigliere Simone Conti che ha sottolineato come nel bel parco, alla fine, sia stato fatto spazio a dei nuovi parcheggi.
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