Cappelletti e l’Ucraina. Quaranta missioni di solidarietà al fronte

La storia Il volontario canturino dopo l’ultimo viaggio. «Distribuiti regali di Natale nei villaggi vicini a Kharkiv. È riuscito benissimo. Grande sorpresa e gioia tra i bimbi»

Cantù

E con questa, dal 2022, anno in cui è iniziato il conflitto con la Russia, sono 40 missioni di solidarietà in Ucraina. Franco Cappelletti, 62 anni, di Cantù, pensionato, non l’avrebbe mai immaginato.

«Per caso, dopo la pensione»

«Ho cominciato per caso. Quando mi chiedevano: “che cosa farai quando andrai in pensione?”, pensavo che sarei andato di più a camminare sul Monte Bolettone, dove invece sarò andato solo quattro volte. Stavolta siamo stati anche in un villaggio con diversi militari, nelle retrovie, a una ventina di chilometri dal fronte. Abbiamo portato un po’ di serenità anche ai bambini».

E quindi bene il quarantesimo viaggio. Il volontario di Sos Emergenza Ucraina di Cantù, trasversale a vari gruppi, stavolta era con Frontiere di Pace, Maccio di Villa Guardia. «In particolare, questo viaggio è stato voluto da uno dei volontari con cui abbiamo fatto tanti viaggi insieme in Ucraina, Vito Cantore. La missione è riuscita benissimo. Il nostro arrivo a Kharkiv ha davvero sorpreso tutti - racconta - I villaggi raggiunti attorno alla città sono stati tre, uno dei quali in una zona a rischio dove i bambini, una volta ricevuti i doni, sono subito tornati nelle loro case per questioni di sicurezza. Il nostro scopo, raggiunto: portare un po’ di serenità, di distrazione ai più piccoli che, indifesi, stanno subendo la guerra. Gli adulti ci hanno ringraziato, soffermandosi sul fatto di sapere che, oltre confine, c’è gente che pensa a loro concretamente. Questo gli dà la forza di continuare a resistere e a sperare».

«Neve tutti i giorni anche se di poca intensità, freddo costante, fino a -12 gradi durante il giorno, strade per raggiungere i villaggi poco praticabili a causa della neve ma nulla ci ha fermati - prosegue - Ho incrociato mio figlio Andrea, 25 anni, si muove per altre situazioni, per finalità umanitarie, era a Kiev. Ci sono certamente delle situazioni con un certo livello di rischio: si cerca di stare attenti. A Kharkiv hanno voluto fare un periodo natalizio con il parco, bellissimo, illuminato a festa, così come le vie principali». Tracce di desiderio di normalità in un Paese duramente segnato da un conflitto lungo ormai quattro anni.

«Nevicava tantissimo»

«Gli adulti sono consci della situazione ma anche questa volta non manca la speranza che la guerra possa finire presto - dice Cappelletti - C’è stato un momento in cui ha nevicato tantissimo, abbiamo avuto il dubbio di non poter raggiungere il secondo villaggio. Abbiamo incontrato un gruppo di bambini sia delle elementari e anche una scuola di ragazzi che delle difficoltà cognitive, li abbiamo trovati comunque bene anche in questa scuola che in realtà è chiusa, viene usata solo per poche ore al giorno come punto di socialità per i bimbi, le lezioni avvengono a distanza».

L’accoppiata Cappelletti-Cantore è stata motivata anche dalla necessità di mandare in Ucraina persone parecchio rodate viste le difficoltà di stagione: «Basta poco per rimanere bloccati nel gelo: per arrivare nei villaggi, dopo la classica strada normale, entri nei boschi. Sono strade di campagna che con la neve o il ghiaccio richiedono una certa attenzione. Così come è importante conoscere i vari protocolli in dogana. E dopo quaranta volte, con qualche doganiere, sono nate anche delle amicizie».

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