In calo il consenso per il sindaco.«Eppure ha anche tanti meriti»

Il caso. I commenti dopo il questionario Piepoli sono vari, tra chi difende la svolta sullo stadio e la pedonalizzazione, e chi attacca l’immobilismo su Ticosa e viabilità

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Il recente sondaggio dell’Istituto Piepoli per Espansione Tv ha fotografato un crollo del gradimento per il sindaco Alessandro Rapinese, raccogliendo il dissenso del 78% degli intervistati. Ma se i partiti già esultano, qual è il sentire dei cittadini? A sollevare perplessità sulle modalità con cui sono stati presentati i dati è Enrico Guggiari, presidente dell’Aero Club Como. «La presentazione del sondaggio? Io dico che è mancato il contraddittorio: soltanto politici che da destra e da sinistra sparavano contro il sindaco per guadagnare preferenze. Si è parlato per due ore solo di difetti, ignorando i meriti e i progetti di Rapinese».

Sul fronte del tifo e delle infrastrutture, Alessandro Giummo, referente del gruppo storico dei Pesi massimi, spezza una lancia a favore del primo cittadino. «Il traffico è esploso rispetto a cinquant’anni fa, ma non è una colpa ascrivibile solo a questa giunta».

Giummo rivendica invece i meriti storici sul fronte sportivo: «Sullo stadio la giunta ha fatto quello che non si vedeva da cinquant’anni: siamo passati da 3.800 a 10mila posti. C’è stato un dialogo vincente con la proprietà. Se in passato avessero fatto lo stesso con la Ticosa, oggi Como sarebbe diversa» Una visione proiettata al futuro arriva da Xavier Folini (House of Travelers), che difende la necessità di una guida civica. «Rapinese ha un carattere duro, ma alla città serviva un elettroshock. Non si risolvono problemi di 40 anni in soli cinque». Folini promuove anche le scelte più discusse, come la pedonalizzazione di Viale Geno e la digitalizzazione della sosta: «Nei posti turistici di spessore funziona così. Anche sul turismo di massa, i dati mondiali dicono che il 70% delle persone post-Covid preferisce viaggiare: incolpare il sindaco è sterile. Spero vinca di nuovo, non vedo alternative valide».

Di parere diametralmente opposto è Nini Binda, storico assessore della giunta Botta, che rivendica la paternità della viabilità cittadina (dal Valmulini alla Ticosa, fino alla rotatoria di Lipomo) e boccia senza appello l’attuale amministrazione. «Il 78% di disapprovazione dimostra che il sindaco è in grande difficoltà. Non sta facendo una politica di fatti: i parcheggi mancano, la Ticosa e il Politeama sono bloccati. Serve un ritorno alla concretezza».

Un’analisi lucida sulla necessità di un cambio di passo arriva da Luca Levrini, ex presidente di Fondazione Volta, che chiede un ritorno all’esperienza dei partiti: «Proporsi a sindaco richiede modestia e consapevolezza: la città deve tornare alla politica e a una guida che abbia competenza sul campo. I partiti nascono per questo. Il dibattito ha mostrato un bipolarismo vivo, con identità distinte che daranno ai cittadini una vera scelta». Sull’overtourism, Levrini aggiunge: «La convivenza con il turismo oggi è vissuta male, ma il futuro sindaco dovrà avere la capacità di trasformare questo problema in un grandissimo valore e vantaggio per i comaschi».

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