Le dimissioni dell’assessore: «Era un’unione di comodo»

Cernobbio. Reazioni delle minoranze all’addio di Lironi. Mazza: «Inatteso». Gazzola: «Ora un uomo solo al comando». Saladini: «Scelta responsabile»

Cernobbio

Non si sono fatte attendere le reazioni dei tre gruppi di opposizione alle dimissioni - ufficialmente protocollate lo scorso 31 dicembre - dell’assessore Daniele Lironi (ne abbiamo dato conto ieri), cui il sindaco Matteo Monti aveva affidato deleghe pesanti come i lavori pubblici da un lato e l’ecologia e l’ambiente dall’altro.

L’ormai ex assessore - coerentemente con l’impegno assunto al momento del suo ingresso nella lista “Cernobbio in Testa” rimarrà come consigliere tra i banchi della maggioranza. «Come tutti i matrimoni fatti per opportunità è durato poco - le parole di Andrea Michele Gazzola, capogruppo di “Cernobbio Futura” -. Nell’occasione rimarco, come più volte fatto in passato, la solitudine del sindaco al governo della nostra cittadina. Questo per ribadire nuovamente che quanto influiscano i rimanenti assessori non è in alcun modo significativo. Prosegue dunque il mandato dell’uomo solo al comando».

A stretto giro è arrivata anche la sottolineatura dell’ex sindaco, oggi capogruppo di “Progetto Cernobbio”, Simona Saladini. «Con questo atto Lironi dimostra un grande senso di responsabilità - le parole dell’ex primo cittadino -. Le sue deleghe erano sicuramente in sofferenza, a fronte del poco tempo che poteva dedicare all’Amministrazione, a fronte degli impegni di lavoro e familiari. Sta vivendo uno dei momenti più belli della sua vita. Parlo del matrimonio, la nascita di un bambino e una nuova opportunità professionale importante. Ha dimostrato - lo ripeto - senso di responsabilità. Ciò premesso ritengo un’anomalia il fatto che un esponente del Partito Democratico facesse parte di una compagine che sicuramente guarda al centro-destra, a cominciare dal sindaco con cui ho militato in Forza Italia. Sicuramente Cernobbio è una realtà impegnativa. Potrebbe dunque aiutare una distribuzione delle deleghe piuttosto che un accentramento”. Peraltro proprio Simona Saladini nella penultima seduta del 2025 del Consiglio comunale aveva chiamato in causa l’assessore all’Ecologia ed Ambiente Daniele Lironi sulla gestione del ritiro del vetro dentro il nuovo appalto per l’igiene urbana, al via dal 1° ottobre.

Anche da Ivano Mazza, già presidente del Consiglio comunale e oggi capogruppo di “Tu a Cernobbio”, è arrivata una lucida analisi sulle dimissioni di Lironi. «Conosco Daniele da anni e anche se le nostre strade politiche hanno preso direzioni opposte e divergenti abbiamo saputo mantenere un ottimo rapporto di amicizia - ha rimarcato Mazza -. Sapevo che i diversi impegni personali, lavorativi ed istituzionali lo stavano mettendo alla prova, ma non mi attendevo le sue dimissioni. Mi preoccupa l’accentramento delle deleghe nelle mani del sindaco. Sono temi delicati che meriterebbero una figura dedicata. Valuteremo cosa accadrà nel futuro».

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