Niente più tuffi e bagni dai porti del Lario: l’ordinanza dopo il caso di Blevio

Prevenzione «Il lago ha vissuto un boom di presenze, con rischi come quelli di Blevio con il crollo del pontile per la folla»

Menaggio

Di fronte al moltiplicarsi di situazioni di evidente pericolo a ridosso delle rive (come dimenticato il pontile galleggiante rovesciato a Blevio a fine giugno da un gruppo di giovanissimi), dentro i porticcioli, ma anche al largo, l’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori - con base operativa a Menaggio - ha deciso di varare una prima assoluta.

D’intesa con il presidente Luigi Lusardi e con le forze dell’ordine che operano quotidianamente sull’intera superficie del Lario, il direttore Franco Binaghi ha firmato tre pagine di ordinanza che disciplinano l’utilizzo dei pontili, ma anche le condizioni generali per la balneazione (come non citare i tanti nuotatori che sfidano la sorte ben oltre i 50 metri dalla riva senza boa di segnalazione al seguito) nonché i divieti legati sempre alla balneazione nonché le regole cui devono sottostare i natanti “minori” (dalle canoe ai kajak ai sup ai kitesurf tanto per citare alcuni tra i più significativi) e non da ultimo le regole che disciplinano gare e manifestazioni.

Le situazioni

L’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori ha deciso di muoversi in proprio a fronte di almeno due situazioni contingenti. La prima fa riferimento al fatto che dal post pandemia in poi (ma non solo) il lago di Como è sotto assedio a fronte dell’impennata di persone - stranieri in primis - «che lo vivono, per svago, senza una conoscenza approfondita dei rischi». La seconda situazione contingente è di natura normativa, legata a doppio filo al fatto che «l’ultima norma regionale di riferimento per la navigazione per le acque interne risale al 1997». Dunque, a fronte del boom vissuto dal nostro lago, non è più per forza di cose al passo coi tempi.

I punti dei divieti

Quanto ai sette articoli che compongono l’ordinanza - frutto, come anticipato, di un confronto con le forze dell’ordine che operano sulla superficie del Lario e così di una condivisione all’interno del Cda dell’Autorità di Bacino stessa - almeno tre aspetti ne fanno comprendere l’importanza, oltre ad un quarto aspetto, che tocca le sanzioni di riferimento, che andranno in base alla Legge regionale 4 aprile 2012 da 60 a 600 euro. Il primo aspetto riguarda i pontili, ricordando i rischi e l’imprudenza che hanno accompagnato il “caso Blevio” dello scorso anno.

«Sono espressamente vietati accessi sui pontili quali pesca con qualunque attrezzatura e modalità, balneazione, tuffi e sosta-accesso ingiustificati, deposito e-o movimentazione di materiali o sostanze che possano costituire intralcio al transito o pericolo per l’incolumità delle persone e dell’ambiente»

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