Villa Olmo, cantiere fermo. Le serre possono aspettare

Le opere. Fine lavori ora fissati a settembre, è probabile un nuovo rinvio Palazzo Cernezzi concede solo 18 giorni dei 140 richiesti dall’impresa

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Una serie di imprevisti e problemi in corso d’opera oltre alla riduzione delle opere lavorative a causa del caldo, hanno portato a un nuovo ritardo nei lavori di ristrutturazione delle storiche serre del parco di Villa Olmo, raggiungibili attraverso il ponte del “Chilometro della conoscenza” e visibili anche direttamente dalla strada. Ci sono le strutture, ma ancora non le vetrate e il cantiere sembra, almeno a prima vista, ben lontano dalla conclusione.

L’ultima proroga aveva indicato il 14 agosto come data di ultimazione del restauro da 1,2 milioni di euro (oltre Iva) di cui 710mila finanziati da Fondazione Cariplo nel 2014. E ora Palazzo Cernezzi ne ha concessa una nuova di 18 giorni, fino al prossimo primo settembre, nonostante l’azienda, come si legge nei documenti, ne avesse chiesti 140 (che significa quasi cinque mesi). A settembre quindi difficilmente si scriverà la parola fine, ma si andrà incontro ad un nuovo rinvio. L’azienda che si è aggiudicata l’appalto, la Impredima di Piacenza, ha infatti chiesto nell’istanza inviata in Comune nelle scorse settimane, come si legge nei documenti pubblicati all’Albo pretorio, «una proroga del termine dei lavori di 140 giorni per le seguenti motivazioni: difficoltà e imprevisti nell’esecuzione di alcune lavorazioni in cantiere e riduzione delle ore effettive di lavoro in cantiere per effetto dell’ordinanza regionale» che limita le opere sui cantieri all’aperto per via del caldo. A Palazzo Cernezzi, nella relazione della responsabile del procedimento, su indicazione della direzione lavori, vengono prese in considerazione solo le richieste relative alla riduzione dell’orario di lavoro e da lì la decisione di concedere i 18 giorni “extra”, poi avallata dal dirigente del settore Opere pubbliche Luca Noseda.

A settembre si capirà probabilmente come verranno analizzati i ritardi legati ai problemi più importanti emersi durante le lavorazioni oltre ai tempi per le forniture e le pose dei materiali per il recupero delle serre. Inoltre verrà chiarito come l’amministrazione comunale intenderà muoversi per arrivare a concludere un cantiere iniziato l’8 luglio del 2024 e che sta andando per le lunghe. In base al contratto avrebbe dovuto durare complessivamente 530 giorni, che significa che avrebbe dovuto concludersi il 19 dicembre scorso.

In quella data però venne sospeso per le condizioni climatiche non favorevoli e l’azienda aggiudicataria dell’intervento chiese e ottenne da Palazzo Cernezzi una proroga di quattro mesi. I 120 giorni sono iniziati dal 6 febbraio scorso, data della ripresa delle attività nell’area al di là di via Per Cernobbio e la nuova scadenza era fissata per giugno. Poi si era andati avanti con una seconda proroga pari a 69 giorni di cantiere con scadenza fissata al 14 agosto per la conclusione delle opere dovuta alla pioggia e al ritrovamento durante gli scavi per la posa delle tubazioni per l’impianto di climatizzazione di reperti di valore storico che la supervisione archeologica di cantiere aveva ritenuto di sottoporre alla verifica della Soprintendenza con conseguente fermo dei lavori e la necessità di riprogettare alcuni collegamenti.

Ora anche la data del 14 agosto è svanita e, cerchiata di rosso, c’è quella del primo settembre che segna la terza proroga. Per tutte le motivazioni indicate e, soprattutto, guardando semplicemente gli “scheletri” da via Per Cernobbio, è però evidente che non potrà essere quella definitiva.

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