A Como ci sono sempre meno giovani: «Stabilità e integrazione per le famiglie»

In evoluzione L’inverno demografico nel territorio comasco: in vent’anni nascite dimezzate. Lironi (Fondazione Cariplo): «Necessari asili, incentivi economici e case a prezzi accessibili»

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«Alle famiglie serve fiducia». Il messaggio di Enrico Lironi, comasco che siede nel consiglio di amministrazione di Fondazione Cariplo, a proposito del calo delle nascite intende concentrare gli sforzi per trovare una chiave utile a invertire una rotta che sembra altrimenti destinata a un crollo inevitabile. I dati Istat certificano un ulteriore calo delle nascite e, secondo il sociologo comasco Mauro Magatti, ci restano pochi anni per consegnare alle nuove generazioni un po’ del benessere residuo.

«È un problema reale, che è bene affrontare – dice Lironi –: servono politiche di lungo orizzonte, dobbiamo trasmettere buone condizioni di vita a chi verrà dopo la generazione del baby boom. Lo squilibrio tra giovani e anziani rischia infatti di creare contesti sociali difficili. Alle famiglie serve fiducia e dobbiamo garantire loro sostegno. Questo significa offrire servizi, asili, incentivi economici e abitazioni a prezzi accessibili. Comuni e istituzioni devono impegnarsi, tornando a fare scelte e investimenti che mancano da tempo. Possiamo invertire la rotta, dobbiamo provarci. Dobbiamo anche compensare la mancanza di nuove nascite con un’immigrazione ragionata: nuovi arrivi che non vanno demonizzati ma integrati, dando risposte a persone che possono contribuire alla nostra economia come forza lavoro. Capisco che sul punto serva una sensibilità culturale che non sempre è presente, ma dobbiamo insistere».

Da quasi seimila nuovi nati l’anno nel Comasco siamo passati a poco più di tremila nell’arco di un ventennio. Sotto i 14 anni si contano 69mila comaschi, mentre sopra i 75 se ne registrano oltre 78mila. «È vero, spaventa ed è bene che questo argomento torni all’ordine del giorno – riprende Lironi –, però il mio vuole essere anche un messaggio di speranza cristiana. Non fasciamoci la testa, le curve si superano e le soluzioni si possono trovare. Chi non può avere figli può accogliere bambini con l’adozione. Chi compie scelte più egoiste, magari spinto da eccessivi allarmismi pur avendo una buona disponibilità economica, rifletta sull’assurdità del suo agire».

La denatalità è centrale nell’agenda di Fondazione Cariplo. «Sull’onda di queste riflessioni abbiamo costruito il progetto Anita – spiega Lironi –: un pacchetto di bandi da complessivi 20 milioni di euro di prossima uscita, diretti alle varie province della Lombardia. L’obiettivo è consentire alle famiglie che vorrebbero figli, ma che incontrano problemi di stabilità, di avere più certezze e aiuti. Viviamo tempi con crescenti difficoltà educative ed economiche che minano i nuclei meno benestanti e con più minori. In tutta la regione si stima vivano 520mila bambini a rischio povertà, di cui 72mila in povertà assoluta e 31mila con problemi di deprivazione alimentare. Moltiplicheremo gli sforzi attraverso prossimi bandi dedicati alla fascia zero-sei anni». Solo tre bambini su dieci, prima dell’età scolare, frequentano servizi per la prima infanzia, occasioni culturali o contesti educativi fuori da casa. «E c’è poi il tema degli adolescenti – conclude Lironi –: quell’8% di giovani Neet che non studiano e non lavorano. Anche per loro ci impegniamo con forza. Tutta la società deve pensare alle nuove generazioni con maggiore decisione, per lasciare a chi verrà condizioni migliori».

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