A spasso per il palazzo fantasma. Degrado (e porte aperte) all’ex Asl
Via Cadorna Conosciuto come il “dispensario”, oggi è abbandonato e accessibile a chiunque. Al pian terreno accoglie minori stranieri
Fuori, in cima al palazzo, c’è ancora scritto “Istituto provinciale d’igiene sociale”, i comaschi negli anni Settanta lo chiamavano “il dispensario”.
Usato durante la guerra, finito il conflitto medici e assistenti svolgevano tra queste mura attività di prevenzione combattendo la tubercolosi. Poi il palazzo di via Cadorna - tra la Croce Rossa e il Conservatorio, il primo e più antico ospedale cittadino - passò all’ex Asl. In servizio prima un gruppo di pneumologi, al lavoro tra lastre e screening, all’interno c’era un laboratorio di sanità pubblica, poi un centro per la medicina del lavoro, un punto per la prevenzione e le vaccinazioni, quindi successivamente il Sert. Chiuso il dispensario, nel bel palazzo è rimasto poco, uffici e servizi sono passati in capo all’Asst Lariana che ha trasferito tra il 2017 e il 2018 le poche attività restanti in via Napoleona. Le ultime attività sono rimaste formalmente in funzione fino al Covid, quando gli spazi a pian terreno hanno accolto per alcune settimane pazienti positivi senza fissa dimora. L’idea poi di allestire qui un dormitorio era stata respinta dal quartiere, tramite una raccolta firme.
Da allora i cinque piani dell’ex Asl sono di fatto abbandonati, calcinacci si sfogliano dai soffitti e dalle pareti delle scale, i finestroni restano aperti con le tapparelle sollevate e mezze cadenti. Dietro c’è un grande cortile con una disponibilità di parcheggi considerevole. In cima, al quarto piano, c’è ancora -in teoria - un ufficio di Arpa, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, che però per Como ha sede (e riceve su appuntamento) al Pirellino di viale Varese. Al citofono non risponde nessuno. L’ente fa sapere che comunque quell’ufficio verrà liberato appena possibile. In compenso l’accesso è aperto.
Accoglienza di minori
Dall’autunno del 2023 sul lato di via Croce rossa alcuni locali sono usati in comodato per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Alle finestre si notano file di scarpe sui davanzali, dentro sulle porte ci sono i nomi dei ragazzi scritti a penna su pezzi di scotch di carta, dai bagni si diffonde un insopportabile odore. A lato i cartelli nell’androne dell’ex Asl sono rimasti gli stessi di una volta, benché siano passati ben più di dieci anni; sulle porte dei vecchi reparti ci sono avvisi datati e indicazioni superate dal tempo. Nei corridoi gli ambulatori di farmacologia sono deserti, sui tavoli restano documenti e scartoffie. Di medicina e prevenzione non c’è ormai più traccia.
L’edificio di via Cadorna è un bene pubblico dislocato in una zona centrale, vicinissima alle mura romane e a Porta Torre. L’ultima direzione strategica alla guida dell’Asst Lariana sta lavorando per destinare diversamente gli immobili in capo all’ente sanitario, rimasto a lungo bloccati, volendo valorizzare il patrimonio, anche pensando a vendite e cessioni, per l’ex azienda ospedaliera questo, confermano i vertici, è uno dei grandi temi su cui è concentrata l’attenzione.
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