Accoltellamento in piazza Volta, «meno vigili a caccia di auto in divieto di sosta e più Polizia Locale per le strade»

Le reazioni del mondo politico locale dopo l’episodio di sabato notte

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Como

Un ragazzino di 13 anni rapinato in via Bellini e un ragazzo di 19 anni accoltellato sabato notte in piazza Volta (deve la vita al soccorso immediato da parte dei carabinieri) sono solo gli ultimi due episodi di cronaca in città murata. Episodi che inevitabilmente riaccendono i fari sulla questione sicurezza nel capoluogo e in primis in piazza Volta.

«Oggi il fenomeno dei giovani stranieri spesso minorenni o di seconda generazione con coltello e lame – commenta il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni - è la priorità nelle dinamiche di sicurezza nazionale e anche locale. C’è un lavoro straordinario di polizia e carabinieri per alzare il livello del controllo del territorio sotto la regia del prefetto con una intensificazione del contrasto a questi fenomeni anche con l’ausilio dei militari di “Strade sicure” che ho fortemente voluto per il territorio comasco.

Oltre 32 i militari, alcuni a presidio proprio del centro città e delle stazioni comasche». Poi annuncia che «ci saranno controlli ulteriori con l’utilizzo dei reparti prevenzione crimine della Polizia e delle Sio dei carabinieri da Milano. Con i nuovi decreti sicurezza abbiamo offerto strumenti nuovi di repressione e di prevenzione alle autorità locali».

Inoltre evidenzia che tra luglio e agosto arriveranno anche alla questura di Como più agenti e che «ci sarà un piano di rinforzi estivi del Viminale nelle località turistiche quindi anche a Como». Molteni rimarca infine che «Como è la terza provincia in Italia per rimpatri ed espulsioni di soggetti irregolari e pericolosi e questa azione si intensificherà ulteriormente» e che, restando nell’ambito comasco, «oltre il 60% dei reati predatori sono commessi da stranieri. Le politiche buoniste del passato hanno fallito, ora stiamo stringendo con più rigore».

La politica locale punta il dito contro il sindaco Alessandro Rapinese. Il consigliere regionale di Forza Italia e segretario provinciale Sergio Gaddi attacca: «Fino a pochi anni fa piazza Volta era il posto tranquillo per andare a bere qualcosa la sera. Oggi è una kasbah infestata da maranza e ti accoltellano. Ma la priorità della flebile giunta di Como è mandare i vigili a caccia dei divieti di sosta alle 4 del mattino nelle vie più deserte. Forse sarebbe più utile, e intelligente, avere un presidio serale in piazza, perché la Polizia locale ha anche funzioni di sicurezza. Basta organizzarsi e attivarle».

Dal canto suo il presidente provinciale di FdI Stefano Molinari dice che «da tempo denunciamo come il sindaco abbia privilegiato un approccio fondato prevalentemente su multe, divieti e attività di carattere sanzionatorio, mentre sarebbe stato necessario investire maggiormente nella presenza sul territorio e nella prevenzione. La Polizia locale svolge quotidianamente un lavoro prezioso e spesso difficile, ma riteniamo che debba essere utilizzata in misura maggiore per il presidio delle aree sensibili, delle piazze, delle zone della movida e dei quartieri più esposti a fenomeni di degrado e microcriminalità, piuttosto che essere percepita principalmente come uno strumento per fare cassa attraverso sanzioni e controlli sulla sosta». E chiude: «La sicurezza non è un tema di destra o di sinistra. È il primo diritto dei cittadini. Chiediamo al sindaco di cambiare approccio e di fare della sicurezza una priorità concreta e quotidiana, non un argomento da affrontare solo dopo l’ennesimo grave episodio di cronaca».

Per il Pd interviene il consigliere regionale Angelo Orsenigo: «Quello che è successo a Como è frutto del fatto che c’è una carenza di forze dell’ordine a presidio del territorio, che riconosce anche la destra, anche se poi non fa nulla per rimediare pur governando, ma soprattutto manca una prevenzione che si attua con politiche rivolte ai giovani. Oltre alla repressione ci vuole, infatti, un’alternativa, bisogna offrire ai ragazzi occasioni di incontro, dare loro una possibilità di svago sana. Quindi, da un lato è necessario che il Comune adempia i compiti che gli sono propri in materia di sicurezza urbana, dall’altro dobbiamo fare un grande lavoro per offrire queste generazioni degli spazi, diffusi sul territorio, dove trovarsi, coinvolgendo tutta la città».

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