Lo accoltella ed esulta: «L’ho bucato». A processo anche gli altri aggressori

Piazza Volta I dettagli dell’assalto armato che ha portato alla condanna di un giovanissimo. Altri tre davanti al giudice, ma solo per minacce e percosse. I fendenti ripresi dalle telecamere

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L’urlo di dolore di Adam viene superato dal grido di esaltazione di Sidy Kounta: «L’ho bucato!». Lo strilla, fiero, rivolto ai tre amici che con lui hanno appena afferrato e gettato a terra quel giovane cameriere, colpevole solo di aver finito di lavorare. E di essere passato accanto al branco.

Le condanne

Il giorno dopo la condanna a 8 anni e 4 mesi al giovane di Cantù accusato del tentato omicidio avvenuto nel gennaio di un anno fa in piazza Volta, emergono ulteriori dettagli di quell’aggressione terminata nel sangue. Innanzitutto le sorti degli altri tre presunti componenti il gruppo: Giuseppe Gervasi, canturino di 23 anni, Feres Boughnmi, nazionalità italiana residente a Como 24 anni, e Aziz Hammami, tunisino 25 anni pure lui con casa a Como. Sono stati tutti mandati davanti al giudice di pace per minacce e percosse.

Adam, che oggi ha 24 anni, la sera del 18 gennaio 2025 ha appena finito il turno in un bistrot di piazza Volta. È l’una e mezza, forse le due. Salutati i colleghi, si avvia a piedi verso il parcheggio all’imbocco di via Rubini dove lo aspetta la sorella, rimasta in auto per rincasare assieme.

La dinamica dell’aggressione

Nella piazza c’è un gruppo di ragazzi. Cinque o sei persone. Uno di loro si stacca dagli altri e inizia a seguirlo. Adam si gira: «Cosa vuoi? Perché mi segui?» chiede. Il giovane risponde: «Seguimi. Vogliamo parlarti». Anche gli altri componenti del gruppo a quel punto si avvicinano. Lo accerchiano, partono i primi insulti. Cercano di trascinarlo lontano dalle telecamere.

La situazione precipita di colpo. Uno dei ragazzi — Feres Boughanmi, secondo l’accusa, — colpisce Adam al volto con un pugno. La vittima cerca di fuggire, e torna verso il bistrot dove spera di trovare aiuto dai suoi colleghi. Ma al bistrot non arriva.

Dopo pochi metri viene raggiunto. Secondo l’accusa è Giuseppe Gervasi a sbarrargli la strada prima che possa arrivare al bar. Nasce una colluttazione concitata. Ed è in quel momento che, alle sue spalle, arriva Sidy Kounta. Ha un coltello a serramanico. Si avvicina da dietro, in modo da non essere visto, mentre Adam è impegnato a difendersi dagli altri aggressori. E affonda i colpi alla schiena: tre, in totale. Quindi esulta: «L’ho bucato».

I colleghi di Adam sentono le grida e arrivano. A quel punto il gruppo si disperde e fugge in modo disordinato. Kounta era stato arrestato praticamente subito dai poliziotti della Squadra mobile di Como. Gli altri tre presunti componenti del gruppo di aggressori, saranno identificati qualche giorno dopo anche grazie all’analisi dei video ripresi dalle telecamere di sicurezza.

Kounta è stato condannato a otto anni e quattro mesi oltre al pagamento di una provvisionale di 5mila euro alla vittima (assistita dall’avvocato Alessandro Figini). Gli altri tre amici compariranno davanti al giudice di pace per rispondere di percosse e di minacce aggravate. Mentre Adam vivrà per sempre con delle cicatrici all’altezza dei reni.

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