Al Palanzone il tradizionale raduno degli Alpini

Le penne nere hanno preso parte ad un evento che rappresenta uno dei momenti più suggestivi del calendario provinciale. Ospite speciale, il Vessillo della Sezione di Alessandria

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Faggeto Lario

Un appuntamento che ogni anno si rinnova e che raccorda la storia al presente, nel segno del ricordo e dell’identità alpina. Si è svolto domenica al Palanzone il tradizionale Raduno, giunto alla quarantacinquesima edizione ed organizzato dal Gruppo Alpini di Palanzo. Come sempre presenti in modo corposo, le penne nere hanno preso parte ad un evento che rappresenta uno dei momenti più suggestivi del calendario provinciale, e non solo; ospite speciale, il Vessillo della Sezione di Alessandria.

Intenso e partecipato, il Raduno si è, come sempre, aperto con il ritrovo in Preaola e con la salita in vetta alla Cappellina del Divin Redentore; qui si è tenuto il rito dell’Alzabandiera, seguito dalla celebrazione della Santa Messa in ricordo di alpini e amici che sono “andati avanti”, a rendere ancor più solenni i momenti di raccoglimento. Quindi, il pranzo condiviso ha dato voce allo spirito di compartecipazione che da sempre contraddistingue il mondo delle penne nere. Perché - come testimoniano i “veci” - il valore del servizio è, oggi come ieri, uno strumento per costruire senso di appartenenza e di coesione. La storia del Raduno è legata all’inaugurazione della citata Cappellina, avvenuta nel 1981 a cura del locale Gruppo, che provvide anche ad un ulteriore restauro nel 2002.

Il monumento, dalla caratteristica forma piramidale, era stato originariamente edificato nel 1900 per volere del Circolo Alessandro Volta di Como. Importante punto di ritrovo è il Rifugio Riella, con la sua ampia veduta panoramica sulle Prealpi. Agli anni ’80 e ’90 risalgono i lavori di salvaguardia del territorio e manutenzione dei sentieri; nell’estate 1988 viene effettuato il restauro di una vicina Cappelletta in località Roncaia, dedicata alla “Madonna dei monti” e, nel 2022, viene posata la campana dedicata al Beato Don Carlo Gnocchi. Raduno alpino: un momento di unione collettiva, insomma, cementato dall’amore per la montagna e per le infinite storie che custodisce.

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