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Società «Una bella e inaspettata novità», secondo il primario della ginecologia Merazzi. Nell’arco di 15 anni in provincia si è registrato un calo delle nascite pari a circa il 40%
Lettura 1 min.In sei giorni 33 parti, 16 nelle ultime 48 ore, il Valduce sta facendo fronte ad un inaspettato picco di gravidanze. In genere la media al reparto Materno infantile aperto in città si aggira attorno ai 2,5 parti al giorno. Al contrario tra fine settembre e inizio ottobre medici e ostetriche sono arrivati ad assistere anche otto donne partorienti in ventiquattro ore. Un numero che non si vedeva da tempo e che ha fatto fare gli straordinari ai sanitari impegnati al Valduce, dovendo far di conto tra letti e anestesisti.
«Sì confermo – spiega il primario Daniele Merazzi – abbiamo tanto lavoro e stiamo facendo parecchia fatica e però è una bella e inaspettata novità. Sia chiaro, possono capitare dei picchi, in questi giorni però c’è davvero un afflusso non previsto, oltre misura. Non ho idea delle motivazioni, con ogni probabilità casuali e non penso nemmeno questo aumento possa singolarmente spostare l’andamento annuale, come noto quasi ovunque in lenta e costante diminuzione. E però 33 parti in meno di una settimana con punte di otto neonati venuti alla luce in ventiquattro ore non è davvero un fatto usuale».
Inutile ricordare che la nostra provincia nell’arco di quindici anni ha perso il 40% delle nascite, siamo passati da quasi 6mila nuovi nati all’anno a 3.500 bambini venuti alla luce nel 2025, le proiezioni per il 2026 sia attestano attorno ai 3.300. Il Valduce, uno dei presidi di medio piccola dimensione, ha resistito a lungo sopra la quota di mille nati l’anno, salvo scendere attorno ai 950 nel 2025.
È vero che con l’imminente chiusura del punto nascite di Erba al Valduce prossimamente si aspettano qualche decina di gravidanza in più. Ma per invertire la rotta serve un cambio culturale, economico, capace di investire l’intera società. Al momento la platea delle papabili mamme comasche si sta contraendo e i figli per donna sono ormai arrivati a uno a testa di media.
«Nemmeno io ho idea del perché – dice Lucrezia Romiti, ostetrica del Materno infantile del Valduce – del motivo per cui in questi giorni abbiamo felicemente seguito così tante gravidanze. Io spero che i nostri servizi, le visite che da anni noi sanitarie facciamo a domicilio accanto alle mamme, il progetto “Nascere in centro” a cui lavoriamo da tre anni per sostenere le giovani famiglie, possa essere apprezzato dalla cittadinanza. Con più genitori portati ad affrontare questo gioioso percorso insieme a noi».
Sabato si è aperta la mostra “Manteniamo il contatto” all’interno del Valduce con le fotografie tema nascita inviate dalle famiglie e selezionate dall’ospedale con l’aiuto del noto fotografo Gin Angri. Il significato è sottolineare l’importanza del contatto pelle a pelle non solo nelle primissime ore dopo il parto tra madri e neonati. Seguirà il 28 novembre in biblioteca lo spettacolo “Due destini” sempre sul tema della nascita.
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