Allerta per la qualità dell’aria: «La pioggia non basterebbe»

Ambiente Su Como c’è un ristagno di polveri inquinanti. Sia il Pm 10 che il Pm2,5 hanno toccato livelli alti

Como

I valori degli inquinanti sono ancora sopra alla soglia d’allarme e da oggi scattano anche a Como le misure antinquinamento di primo livello con il blocco ai motori più vecchi, dai benzina euro 1 fino a euro 4 diesel compresi. Già la settimana scorsa esperti e ambientalisti guardavano preoccupati i dati registrati dalle colonnine per la qualità dell’aria nel Comasco, oltre i livelli d’allerta. A distanza di ormai quindici giorni, i dati pubblicati dall’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, sono ancora colorati di rosso. Così ieri in viale Cattaneo per il Pm 10, il particolato più grossolano. Ma se si controlla il più insidioso Pm 2,5 si scopre in breve che, ininterrottamente da fine febbraio, in città sono stati sforati i limiti. Nel fine settimana la situazione doveva cambiare, ma pioggia e vento non si sono fatti vedere. «Non bastano poche gocce per pulire l’aria – spiega Lorenzo Danieli, meteorologico comasco del servizio Expert - le instabilità immaginate negli scorsi giorni si sono rivelate poco concrete, l’inquinamento è in effetti perdurante da tempo, ancor più nell’area di Como dove c’è un effetto di ristagno, anche per motivi morfologici. Più in generale il problema investe l’intera pianura padana».

In altri luoghi del continente «misure per la mobilità alternativa, elettrica, hanno in parte mitigato gli effetti dello smog, politiche che da noi non si sono molto viste. In più qui incidono fattori produttivi, legati agli allevamenti intensivi, all’agricoltura, alla necessità di rinnovare gli impianti di riscaldamento».

«L’aumento delle polveri sta interessando questa volta tutta la Lombardia – commenta Enzo Tiso, presidente del circolo di Legambiente Como - compresa la fascia pedemontana tra Varese, Como Bergamo dove in genere l’inquinamento è meno marcato rispetto alla Bassa e al Milanese. Evidentemente vanno considerati anche aspetti meteo, che impediscono alle poveri di disperdersi. Invito inoltre a non sottovalutare le concentrazioni di NO2, altro inquinante meno noto legato soprattutto al traffico. I valori vengono spesso descritti come buoni, colorati di verde, salvo trovarci a fine dicembre con riscontri superiori alla media annua prevista. Purtroppo Arpa documenta in tempo quasi reale solo il valore massimo giornaliero e non la media giornaliera prevista invece dalla nuova normativa europea».

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