Aperto l’hotel San Gottardo: un cinque stelle nel cuore della città
L’apertura della struttura alberghiera cade proprio a cento anni di distanza dalla prima inaugurazione con 110 camere (in realtà nel 1920 c’era un piccolo embrione del San Gottardo, l’albergo Dogana da 18 stanze) e proprio sulla storicità del palazzo puntano anche marketing e promozione
Como
Non è passata inosservata, passeggiando tra piazza Volta, via Fontana e via Cairoli l’apertura di “Palazzo San Gottardo”, hotel della Radisson Collection, con una classificazione top da cinque stelle lusso nel cuore della città. Tanti comaschi, soprattutto nel fine settimana, hanno alzato i loro telefonini verso la facciata completamente restaurata e scattato foto ricordo di quella che è – a tutti gli effetti – una rinascita di una porzione di città rimasta per qualcosa come quarant’anni ostaggio di abbandono, impalcature prima e cantieri poi. La chiusura risale infatti al 1986 e oggi il centro cittadino ha guadagnato un’area completamente rigenerata che arriva fino a piazza Cavour.
L’apertura della struttura alberghiera cade proprio a cento anni di distanza dalla prima inaugurazione con 110 camere (in realtà nel 1920 c’era un piccolo embrione del San Gottardo, l’albergo Dogana da 18 stanze) e proprio sulla storicità del palazzo puntano anche marketing e promozione.
L’hotel appena aperto offre 70 camere, gym e spa. Tre i ristoranti: un bistrò a piano terra, il “Caffé lariano”, il gourmet all’ultimo piano “Radiante” e la terrazza “Lumi” vista lago per gli aperitivi aperti ovviamente anche a chi non alloggia nella struttura. Un’apertura che segna l’avvio della nuova stagione turistica in città e che porta nel comparto alberghiero 120 posti di lavoro.
Sul sito web dove sono aperte le prenotazioni per le camere, ma anche per il servizio di tour in barca (gestito da Tasell che aveva venduto lo scorso anno le società alla Gi. Bi. Resort spa, che fa capo alla famiglia Butti, già proprietaria del San Gottardo), c’è infatti un’ampia sezione dedicata alla storia e all’importanza del palazzo per la città. «La sua veste architettonica attuale – viene spiegato - risale al 1873, quando l’architetto Italo Sponciche ridisegnò il palazzo fondendo tre unità edilizie preesistenti in un unico, imponente edificio. In quell’occasione venne cancellato anche l’antico vicolo che conduceva alla tintoria del Colombé, e il palazzo assunse l’aspetto monumentale che ancora oggi lo contraddistingue. Prima di diventare uno degli indirizzi più prestigiosi della città, lo stabile ha ospitato nel tempo attività che raccontano il fervore commerciale e culturale di Como: il Grande Magazzino Torinese di Pasquale Mantovani (dal 1889), il Banco Lariano, caffè e trattorie ottocentesche, fino all’Albergo della Dogana, già attivo nel primo Ottocento».
Un racconto che va a ritroso nei calendari: «Ancora più indietro nel tempo, lungo l’antica contrada della Dogana, fiorivano botteghe artigiane e commercianti. Questo mosaico di vite e mestieri ha animato per secoli l’area che oggi accoglie il rinnovato Palazzo San Gottardo. Oggi, a un secolo dalla sua prima apertura come albergo, l’edificio torna a essere simbolo di ospitalità e di stile. Restaurato e reinterpretato in chiave contemporanea, custodisce la sua memoria storica e la trasforma in un’esperienza di lusso raffinato». Anche il colore sta conquistando i comaschi. L’architetto Elisabetta Cavalleri, che l’ha seguito fin dall’inizio, aveva spiegato che si era riportato alla luce il grigio originario, poi coperto nel corso dei decenni da colorazioni diverse (fino ad arrivare al giallo).
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