Asilo Sant’Elia, ok dalla giunta alla proposta di gestione del Fai

La delibera Con il Fondo per l’ambiente italiano l’ipotesi di partenariato pubblico-privato. Un progetto culturale per far rivivere in via Alciato un gioiello del razionalismo comasco

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Una nuova vita per l’asilo Sant’Elia di via Alciato, gioiello del razionalismo comasco progettato da Giuseppe Terragni nei primi anni Trenta del Novecento ed inaugurato nell’ottobre del 1937.

Con una delibera di giunta, anticipata sul nostro giornale ieri 18 ottobre e ora pubblicata sull’albo comunale, l’amministrazione guidata da Alessandro Rapinese ha approvato la proposta di partenariato pubblico-privato per il recupero, la valorizzazione e la gestione dell’edificio che è stata presentata dal Fai, Fondo per l’ambiente italiano.

La presentazione di una manifestazione di interesse era stata confermata sabato da Stefano Moscatelli, presidente regionale del Fai Lombardia e già presidente del Fai comasco. La proposta del Fai, come evidenzia la delibera di giunta, specifica per punti essenziali gli obiettivi e i criteri del progetto di recupero, le attività di valorizzazione, i risultati attesi in seguito alla gestione diretta della struttura e le ricadute per il territorio. Il Fai ha inoltre chiesto - e la giunta ha autorizzato - di poter accedere alla documentazione relativa all’edificio per proseguire con le successive fasi di approfondimento progettuale.

Dalla giunta è arrivato il via libera alla manifestazione di interesse dopo un’attenta analisi della proposta tenendo conto che la riqualificazione dell’edificio richiede un’adeguata competenza ed esperienza nel settore storico-architettonico, la conoscenza del contesto culturale ed urbano in cui l’edificio è sorto e degli interventi di restauro che sono già stati effettuati. Tutti requisiti che il Fai possiede.

Il parere favorevole della giunta è stato inoltre espresso dopo l’approvazione dei dirigenti comunali dei settori “Opere pubbliche” e “Territorio” e del segretario generale.

Il Comune invierà ora tutti i documenti richiesti e, nelle prossime settimane, il Fai presenterà un progetto dettagliato.

In questa fase, ancora preliminare, non sono stati resi noti i dettagli dell’iniziativa. L’intenzione del Fai sarebbe quella di far rivivere lo storico edificio con un progetto culturale di ampio respiro che comprende eventi e iniziative destinate anche ai bambini, collegando quindi il futuro di questa struttura con il suo passato.

Oggetto di un restauro negli anni Ottanta del secolo scorso, l’asilo San’Elia ha funzionato come scuola materna fino al 2019. Successivamente la struttura, che necessitava di una serie di adeguamenti strutturali, è stata chiusa.

All’inizio del 2026 il Fai aveva previsto un contributo di 23mila euro nell’ambito dei “Luoghi del Cuore” per il restauro delle tende storiche.

La struttura è stata concepita da Terragni secondo l’idea di “scuola all’aria aperta”, caratterizzata da grandi vetrate, volumi bassi che si aprono su un cortile centrale e un ampio giardino esterno.

La costruzione fu promossa dalla Congregazione della Carità di Como a partire dal 1925, quando la chiusura del vecchio asilo Umberto I di via Zezio, rese necessario dotare la città di una nuova struttura.

Più di cento anni dopo, si potrebbe aprire ora una nuova fase per questo storico edificio conosciuto, dagli appassionati di architettura ma non solo, in tutto il mondo.

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