«Basta con la Didattica a distanza»
La lettera dei genitori contro il provveditore

Lezioni non in presenza per tutti gli studenti? La replica del comitato Ascuola: «Terzo anno scolastico in pandemia. Grottesco che non siano state trovate altre soluzioni»

Como

Genitori sul piede di guerra: «No alla Dad a settembre».

Con le attuali norme anti contagio, e considerando gli spazi a disposizione delle scuole, alcuni Istituti superiori potrebbero dover far ricorso, di nuovo, alla didattica a distanza. Nonostante le vaccinazioni in corso per i ragazzi al di sopra dei 12 anni. Quindi, lezioni a turno in presenza. Questa ipotesi è già sul tavolo del nuovo provveditore Marco Bussetti, presidi e scuole si stanno così preparando per avviare l’anno scolastico mantenendo le stesse distanze.

«Siamo ormai al terzo anno scolastico in pandemia – scrivono i genitori del comitato Ascuola Como rivolgendosi direttamente al provveditore - ci appare quantomeno grottesco affermare che non sono state trovate soluzioni alternative rispetto alla situazione degli edifici scolastici cittadini». I genitori ricordano le notizie di stampa «in merito alle conseguenze gravissime che la gestione della pandemia in ambito scolastico ha portato in termini di impoverimento della preparazione degli studenti: uno studente su due in quinta superiore ha dimostrato di avere competenze di terza media in italiano e in matematica».

Fari puntati anche sui voti della maturità a Como, «tra i più bassi della Lombardia, ostacolando l’accesso nelle facoltà a numero chiuso». A questo si aggiungono «i forti disagi psicofisici sopportati dai ragazzi» per il «prolungato isolamento e allontanamento da un percorso di istruzione in presenza che garantisce socialità e pari opportunità». Ci sono ragazze e ragazzi comaschi che sono arrivati alla seconda superiore e dicono di aver conosciuto poco o niente i compagni di classe tra lockdown, lezioni a turno e didattica a distanza. Gli argomenti contro la Dad secondo mamme e papà non finiscono qui: «I dati sanitari hanno evidenziato una sostanziale non pericolosità dell’infezione tra i minorenni – si legge nella lettera – che si accompagna a una bassa prevalenza di infezioni nella scuola e una scarsa trasmissione dal minore all’adulto».

I genitori chiedono di sedere al tavolo organizzato dalla Prefettura per l’avvio dell’anno scolastico. L’Ats Insubria ha informato il comitato sui positivi tracciati nelle scuole di Como da fine settembre al 30 giugno: 2.110 studenti e 246 insegnanti. Poco più di un punto percentuale sul totale della popolazione del mondo della scuola. I focolai interni alle classi con almeno tre casi sono stati 20 tra Como e Varese: due classi con nove positivi, due con sette positivi, due con cinque, una con quattro e le altre con tre casi. In totale le positività hanno generato 39.136 quarantene. Gli studenti comaschi costretti a casa sono stati 35.962 e i docenti e i bidelli 3.174. Tutte le richieste del comitato genitori sono fatte a garanzia del diritto allo studio, per tutti, al 100%: «La previsione di studenti negli istituti in misura inferiore – prosegue la lettera, firmata dalla presidente del comitato comasco Monica Cattaneo - crediamo debba essere considerata una chiara omissione degli obblighi gravanti sugli adulti di tutela degli interessi dei minori. Dei danni derivanti da detta omissione occorrerà che ognuno si assuma la propria responsabilità».

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