Bellosi a processo per la teca di Mussolini danneggiata: annunciato un presidio fuori dal Tribunale

Como L’iniziativa di Arci e Anpi nel giorno della prima udienza del processo contro Cecco Bellosi. Nel 2023 la teca e l’effigie raffigurante Benito Mussolini e Claretta Petacci, a Mezzegra, era stata danneggiata

Como

È previsto un doppio presidio - a firma di Anpi e Arci - venerdì mattina a partire dalle 9 davanti al Tribunale di Como in occasione della prima udienza del processo contro Cecco Bellosi per il danneggiamento alla teca ed all’effigie raffigurante Benito Mussolini e Claretta Petacci, poste sul muro perimetrale di Villa Belmonte a Giulino di Mezzegra e definite «beni esposti per necessità alla pubblica fede». L’episodio era avvenuto il 28 aprile 2023, data concomitante con i “fatti di Giulino” dell’aprile ’45. I carabinieri di Tremezzina avevano dato una rapida risposta, bussando due settimane più tardi proprio alla porta di Cecco Bellosi, 78 anni, nato e cresciuto a Colonno, ex esponente di Potere Operaio e da oltre vent’anni coordinatore della comunità “Il Gabbiano”.

«Il caso del processo a Cecco Bellosi è emblematico e confidiamo che la giustizia faccia il suo corso con l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato e il merito, non colpa, dell’imputato è essere reo confesso di antifascismo», si legge nella nota a firma del presidente Arci Como Gianpaolo Rosso, che dunque ha confermato il proprio sostegno al presidio indetto venerdì dall’Anpi in Largo Spallino, davanti all’ingresso del Tribunale. Nel contempo, l’Arci di Como ha sottoscritto la dichiarazione di Cecco Bellosi, con la quale aveva subito fatto sapere che «la notte del 28 aprile, anniversario del tirannicidio, ho tolto i fiori che mani fasciste avevano apposto sopra la teca. Non ho fatto altro e trovo tutt’altro che surreale essere accusato di antifascismo. In questo periodo questa accusa da parte del pubblico ministero di Como è un atto iperrealista».

Il nostro giornale, in quel 28 aprile 2023, era stato il primo ad immortalare la teca colpita in più punti, con danni marginali anche all’effigie recante le foto di Benito Mussolini e Claretta Petacci. A stretto giro l’Associazione culturale “Mario Nicollini” guidata da Primo Turchetti - che ogni anno nella domenica più vicina al 28 aprile organizza la commemorazione in suffragio di Benito Mussolini e Claretta Petacci - aveva poi provveduto a formalizzare regolare denuncia ai carabinieri di Tremezzina, che - come anticipato - con l’allora comandante di stazione, il maresciallo Paolo Lo Giudice, a stretto giro avevano bussato alla porta di Cecco Bellosi. Nell’occasione, a Cecco Bellosi fu sequestrato il cellulare. Peraltro il 1° luglio dello scorso anno la teca è stata nuovamente danneggiata e prontamente ripristinata - per la seconda volta - dall’Associazione culturale “Mario Nicollini”, che ha chiesto al Comune di Tremezzina di installare una telecamera nell’ambito del sistema di videosorveglianza comunale, ricordando che lì vicino è installata anche una targa dell’Anpi.

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