Ca’ d’Industria, mancano medici e Oss. Le cure sono a rischio

Salute Più di sette ospiti su dieci sono ritenuti gravi. Pesa la cronica carenza di personale assistenziale. Quadruplicati i tempi d’attesa per l’ingresso in struttura

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Più di sette ospiti su dieci della Ca’ d’Industria sono gravi o gravissimi.

Il bilancio sociale della Ca’ d’Industria appena pubblicato racconta i punti di forza e i problemi che le nostre residenze per anziani si trovano ad affrontare. Un tema riguarda per esempio il progressivo peggioramento delle condizioni di salute degli anziani che arrivano a bussare alle porte di buona parte delle nostre Rsa, non più dei luoghi soltanto di aggregazione e assistenza, ma dei veri luoghi di cura.

Suddivisi in otto classi di gravità, appartiene alla più fragile in assoluto il 24% degli ospiti della Ca’ d’Industria. Se a questa prima delicata categoria aggiungiamo i casi Alzheimer allora arriviamo al 35,4% dell’utenza complessiva. Le successive due classi di gravità, la seconda e la terza, sempre molto critiche, sommano un altro 35,4% degli ospiti delle strutture della Ca’ d’Industria, dunque sul totale gli anziani che necessitano di cure importanti sono più del 70%. Il 5% degli anziani ha invece condizioni di salute intermedie e infine il 23,7% ha dei bisogni di assistenza considerati più lievi.

Alcuni degli ospiti in gravi condizioni, in generale in tutte le Rsa, domandano inoltre di essere esentati dal pagamento delle rette, alla luce di alcuni ricorsi in tribunali vinti dalle famiglie, anche questo è un argomento all’attenzione delle strutture, che spaventa i bilanci di fine anno.

È chiaro poi che il maggior carico sanitario dell’utenza si riflette sul carico di lavoro del personale. Detto che la Ca’ d’Industria è una delle realtà che riesce ancora a garantire standard elevati e che propone alle famiglie tante attività aggiuntive e percorsi anche nuovi e sperimentali. E però nel 2025 il tasso di saturazione delle camere ha raggiunto il 99,7%, sono saliti gli ingressi, in tre anni presentata la domanda l’attesa media per entrare in Rsa è quadruplicata, le famiglie hanno davvero necessità di servizi e sostegno. «La cronica carenza del personale è evidente in tutti i settori, ma in modo particolare nel settore sanitario – si legge nel bilancio sociale 2025 - e induce a studiare forme innovative di ricerca e gestione del personale. La situazione è particolarmente critica rispetto all’assunzione del personale sociosanitario ed assistenziale, in prospettiva si rileva la difficoltà di reperimento di personale medico e fisioterapico. I corsi di qualifica per assistenti e operatori, fatta eccezione per i corsi per disoccupati sono a pagamento, a volte le agenzie formative non raggiungono il numero minimo di iscritti per poter avviare i corsi di formazione. La vicinanza al confine con la Svizzera rende la ricerca ancora più difficile. Il continuo inserimento di personale neoassunto determina instabilità e difficoltà nella gestione del servizio e richiede un maggior impegno per mantenere i risultati».

I nuovi mini alloggi appena inaugurati in via Bignanico per dare autonomia più a lungo a soggetti fragili, il potenziamento dell’assistenza domiciliare con decine e decine di anziani seguiti a casa insieme ad altri enti del territorio, la Ca’ d’Industria sta cercando strade innovative per rendere sostenibili la cura della terza età.

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