Cambiamenti climatici: la siccità preoccupa meno rispetto all’estate, ma pioggia e neve non bastano ancora

Il puntoNel lago riserve idriche inferiori del 29%, nel bacino dell’Adda -16%, in Lombardia va peggio. E ora torneranno ad alzarsi le temperature in quota

Si avvia alla conclusione un anno a dir poco duro dal punto di vista ambientale e climatico. Nel pieno dell’estate, per settimane intere l’allerta siccità è stata massima anche in Lombardia, con conseguenze drammatiche per molti settori.

La pioggia e la neve degli ultimi giorni hanno sicuramente contribuito a sanare in parte il deficit idrico, ma con tutta probabilità il 2022 chiuderà lo stesso in rosso.

La situazione

Come spiega Michele Cicoria, meteorologo di Arpa Lombardia, «rispetto alla media del periodo 2006-2020, stando all’ultimo bollettino, in regione siamo sotto di quasi 36 punti percentuali». Per l’esattezza, -35,9% a confronto con la sommatoria dei contributi idrici sotto forma di neve e di acqua nei grandi laghi e nei bacini artificiali.

Sono i dati del focus settimanale Arpa emesso giovedì, con le rilevazioni fino alla scorsa domenica. «Ciò significa – prosegue il meteorologo – che non sono state ancora considerate le precipitazioni di metà settimana: verranno comprese nel prossimo bollettino, per il quale, dunque, possiamo attenderci un miglioramento a livello di percentuali».

Miglioramento, sì, «ma sempre sotto la media del periodo. È un dato che deve farci riflettere: certo, se consideriamo la situazione di quest’estate, possiamo ben sperare vista la ripresa di oltre trenta punti percentuali, ma comunque il quadro non è ancora dei migliori».

Le nostre zone

Il discorso riguarda, naturalmente, tutta la Lombardia. Volendo analizzare in particolare il bacino dell’Adda, va decisamente meglio che altrove. «Già, perché si parla di una differenza, rispetto alla media del periodo, soltanto del 16,6%, quindi meno della metà del resto della regione».

I dati precisi parlano, allo scorso 11 dicembre, di 258 milioni di metri cubi a livello di manto nevoso (+45,8% rispetto al valore rilevato domenica 4, in linea, tra l’altro, grossomodo con il valore medio 2006-2020), che scendono a 159,6 per quanto riguarda gli invasi artificiali (in deficit di 27,6 punti percentuali a confronto coi quindici anni passati presi in esame) e a 87,2 nel lago di Como. Quest’ultimo valore è da tenere ancora particolarmente monitorato: come spiega Arpa, «il volume invasato nel Lario risulta inferiore alla media del periodo di riferimento», dato che si parla di un -29,1%.

Confronto

Nel complesso, comunque, dall’inizio del mese le riserve idriche del bacino dell’Adda hanno visto una variazione positiva del 18,9%, dato – come detto – destinato ancora a migliorare nei prossimi giorni, considerando le ultime precipitazioni.

«Rispetto allo scorso anno – aggiunge – stiamo andando abbastanza bene: quest’estate è esplosa la siccità, ma la questione in sé è sorta in questo periodo alla fine del 2021, senza pioggia né neve». Il vantaggio di queste ultime settimane d’autunno «è stata la presenza di perturbazioni variabili, ma costanti, senza eventi particolarmente estremi».

Nel frattempo, eccetto qualche velatura, è tornato il sereno sulla regione. E da domani, «oltre a non avere più fenomeni perturbati degni di nota almeno fino a giovedì, registreremo un sensibile rialzo dello zero termico. Si tratta di un aspetto abbastanza delicato: negli ultimi giorni si è assestato sempre attorno ai 1.500 metri, mentre in settimana supererà anche i 3.000, il che vorrà dire che la neve in alta quota sarà portata a fondersi», sottolinea l’esperto di Arpa Lombardia.

Speranze, infine, di un bianco Natale? «Sono il primo – conclude Cicoria – a sognare il 25 dicembre sotto la neve, ma devo essere realista e non illudermi: al momento le previsioni lo escludono, almeno fino a 1.500 m».

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