Caos navigazione a Como: «Ora è necessario far rispettare i divieti»

Il caso Il presidente dell’Aero Club Enrico Guggiari promuove l’ordinanza, ma avverte sui pericoli: «Servono maggiori controlli, l’area di rispetto va difesa».

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Dall’Aero Club Como arriva un commento positivo sull’ordinanza firmata nei giorni scorsi dal sindaco Alessandro Rapinese, in accordo con il prefetto Corrado Conforto Galli e in seguito a tre tavoli per l’ordine pubblico, ma invitano l’amministrazione comunale a diffondere le prescrizioni il più possibile e, inoltre, a fare in modo che chi naviga presti attenzione alle disposizioni previste per la zona aeroportuale davanti all’hangar. Proprio l’Aero Club, a causa delle troppe barche, del moto ondoso e dei rischi, da fine maggio ha sospeso i voli nei weekend con conseguenze pesanti anche dal punto di vista economico.

Mappe per chi noleggia

Il presidente dell’Aero Club Como Enrico Guggiari dice di «apprezzare l’intento di regolamentare la navigazione nel primo bacino» e precisa anche che «sono state emesse carte di vario tipo, finalizzate a fornire informazioni ai conduttori di natanti, ma non tutte complete riguardo alle aree dell’Idroscalo Internazionale di Como». Le piste (sull’acqua, ovviamente) a servizio di quello che è a tutti gli effetti un aeroporto internazionale sono infatti regolate da un’ordinanza della Regione Lombardia e da Enac. Per questo lo stesso Aero Club già lo scorso anno aveva fatto stampare apposite mappe plastificate con l’obiettivo che chi noleggia barche le consegni ai propri clienti per evitare che questi, spesso alla guida senza patente nautica (consentito dalle norme su imbarcazioni fino a 40 cavalli), si ritrovino sui corridoi degli idrovolanti rischiando, come già accaduto, di provocare collisioni. Fra l’altro anche le multe non sono di poco conto tenendo conto che vanno dai 2mila ai 6mila euro. «Per quanto riguarda i natanti – chiarisce Guggiari - l’area in cui è interdetto l’ingresso comprende non solo l’ “area riservata”, ma anche l’ “area di rispetto”. Molti infatti ritengono erroneamente che sia interdetta la sola area riservata delimitata da boe, rischiando anche una multa salata quando penetrano nell’area di rispetto, che è la fascia esterna alle boe indicata nella carta».

L’area di rispetto

L’area di rispetto è più ampia con 400 metri in più verso riva e altri 200 verso il largo per quanto riguarda la lunghezza mentre per la larghezza ci sono, rispetto all’area riservata, 75 metri in più da ciascuno dei due lati. Insomma, bisogna prestare attenzione e questo non vale solo per i turisti, ma pure i comaschi. Sono incappati in multe da migliaia di euro anche residenti in provincia pescati all’interno delle zone vietate. Guggiari ricorda come «l’Aero Club Como, già dalla stagione precedente, ha fornito agli operatori di natanti questa carta, in italiano e inglese, in modo che informino i conduttori, ma ciò evidentemente non sempre avviene e nella situazione caotica in cui versa la navigazione nel primo bacino è molto probabile che non tutti siano in possesso dell’informazione». E aggiunge: «Il tema, come anche quello della riduzione del moto ondoso richiamato nell’ordinanza del Comune, riguarda la sicurezza della navigazione per gli utenti nautici / aeronautici del primo bacino del Lago ed è di fondamentale importanza che sia noto nei dettagli a chiunque nel bacino a qualsiasi titolo operi. L’Aero Club Como si augura che l’amministrazione abbia la volontà per diffondere ai vari livelli l’ordinanza e che coinvolga tutti gli altri soggetti operanti sul lago per i controlli dell’applicazione dei limiti e dei divieti». Insomma, ben vengano i provvedimenti ma si faccia in modo che chi naviga li conosca e che poi vengano fatti rispettare. Infine il presidente dell’Aero Club si chiede, a nome dell’associazione, «quali siano i motivi per limitare l’efficacia dell’ordinanza al 30 di settembre, come se da quella data la navigazione diminuisse pur sapendo che la stagione turistica sul nostro lago si allunga sempre di più».

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