Caos stadio, lettera alla Soprintendenza: «Lavori consentiti?»

Il caso L’avvocato del comitato dei residenti della zona: «Non c’è chiarezza, vogliamo sapere se la nuova curva in costruzione sia davvero un’opera provvisoria»

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I lavori in corso allo stadio per gli adeguamenti alle prescrizioni Uefa e in modo particolare la nuova curva in cemento sono finiti sul tavolo della Soprintendenza chiamata ad esprimersi sul rispetto di quanto autorizzato. A sottoporre la questione che ruota sostanzialmente attorno alla domanda se quell’intervento sia o meno provvisorio è il comitato di residenti nella zona presieduto dall’avvocato comasco Mirella Quattrone e rappresentato legalmente dal legale milanese Veronica Dini.

La richiesta

La Soprintendenza, nell’esprimere il suo parere sull’intervento in corso aveva scritto testualmente di prendere atto «che i lavori previsti sono da considerare provvisori e necessari all’uso sicuro della struttura e che gli stessi verranno smantellati una volta approvato il progetto di riqualificazione dello stadio Sinigaglia». Ed è proprio sulla provvisorietà su cui l’avvocato del comitato chiede chiarimenti premettendo che «la riqualificazione dello stadio è qualcosa a cui il comitato non si oppone e che è anzi auspicata da tutti. Il punto però è che tutto venga fatto a norma di legge. Il Comitato ha depositato da tempo un ricorso al Tar (senza alcuna sospensiva e quindi con udienza di merito non fissata per il momento, ndr) nel quale sono state anticipate alcune contestazioni anche auspicando un cambio di rotta per il prosieguo».

«Questione di trasparenza»

Ad oggi, infatti, precisa di non aver potuto visionare alcun progetto o documento e che, quindi, rivolgersi alla Soprintendenza è l’unica strada percorribile. «Quello che chiediamo – spiega Dini – è, alla luce della situazione di fatto visibile quotidianamente e degli articoli di stampa, di sapere si tratti di un’opera provvisoria o meno. Del piano di riqualificazione complessiva al momento non risulta alcun progetto effettivo e quindi in questo “intermezzo” possono essere fatte opere provvisorie che lo siano davvero e con tanto di indicazione di quando verranno smantellate. Chiediamo quindi di accertare che non ci sia una elusione della procedura in quanto il progetto definitivo del nuovo stadio dovrà passare in Conferenza dei servizi e non basta certo una Scia. È una questione di trasparenza poiché anche i cartelli all’esterno sono diversi e contraddittori: che tipo di lavori sono, se sono consentiti alla luce della concessione in essere e se sono opere provvisorie. Domande che abbiamo posto al Comune con un’istanza di accesso agli atti a cui non abbiamo per ora avuto risposta ma non sono ancora scaduti i 30 giorni di legge. Vedendo però la velocità con cui procede il cantiere e che gli accessi agli atti in Comune sono sempre stati molto problematici, abbiamo deciso di interpellare la Soprintendenza».

Nel documento viene chiesto di accertare il carattere provvisorio degli interventi, ma anche di verificare «il termine e le modalità con cui società e Comune intendono rimuovere i manufatti» e ancora tra le altre cose «di accertare se le opere possono essere eseguite dalla concessionaria senza l’espressa autorizzazione del Comune e, in caso contrario, se tale titolo sia stato emesso» e infine di «verificare se sussistono i presupposti per la revoca in autotutela del parere» dell’Ente di tutela del paesaggio.

Sul tema il presidente del Como 1907 Mirwan Suwarso in un’intervista a “La Provincia” rispondendo alla domanda se la nuova curva farà parte del nuovo stadio aveva precisato: «Non del tutto. La parte delle fondamenta sarà la stessa, in maniera che quando realizzeremo quella definitiva, lavoreremo su una base già fatta».

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