Caos treni, l’intervista all’assessore: «Capisco i pendolari, ma tra Como e Milano ci saranno più corse»

Trasporti Franco Lucente è assessore regionale ai Trasporti (FdI). Sul caso dei mezzi troppo alti bacchetta Trenord: «Risposta superficiale»

Promette più treni (ogni 30 minuti nel 2025) tra Como e Chiasso, raccoglie le istanze dei pendolari e “bacchetta” Trenord sul caso dei treni che non passano dalla galleria verso Chiasso. L’assessore regionale ai Trasporti Franco Lucente spiega cosa sta succedendo ai treni tra ritardi, problemi alla rete e prospettive

Disagi e disservizi continui...Ma davvero è questo il servizio che una regione come la Lombardia è in grado di offrire?

Assolutamente no. La Lombardia si deve differenziare dal resto d’Italia, come fa, dando un servizio che sia ottimale e puntuale. Al di là del singolo caso, l’indice di puntualità noi oggi, tranne per una sola linea (la Milano-Mortara, ndr) raggiungiamo tra l’83 e l’85%. Con il nuovo contratto di servizio con Trenord si salirà di 5 punti.

E in quanto tempo?

In uno, massimo due anni.

Si invitano i cittadini a usare i mezzi pubblici, treni in primis e poi uno non sa quando e se partirà. Tra Chiasso, Como e Milano a novembre tre treni su quattro sono stati interessati da cancellazioni (il 12,5%) oppure da ritardi (il 63,5%),..

Sono dati che non faccio fatica a credere che esistano, ma hanno una giustificazione. Io capisco la rabbia del pendolare, ma perché si risolvano bisogna arrivare al cambio completo della flotta: questo aiuterà il sistema, ridurrà la percentuale di ritardi e, tra l’altro, va tenuto presente che i problemi attuali sono anche legati alla linea ferroviaria, che non è di gestione Trenord, ma RfI. Da poco li ho convocati per un incontro, alla presenza del presidente Fontana, per parlare dei 14 miliardi di investimento sulla rete e vorremmo che venissero ultimati i lavori il prima possibile creando meno disagi possibili.

A proposito di continui guasti alle linee (adesso il problema è il freddo) già la scorsa estate lei aveva scritto ai vertici dell’azienda parole molto dure. Se era intollerabile - anche per lei - sei mesi fa, come può non esserlo ora?

Io me la prendo con l’azienda Trenord quando è colpa di Trenord, così come ho fatto a fine giugno dicendo che c’erano problematiche legate al servizio, inteso come treno. Se i problemi, come ora, sono di altro tipo, non posso dare la colpa a Trenord. Da quella lettera alcune cose sono migliorate, altre questioni persistono, ma sono legate ad altre situazioni.

Passiamo al caso dei treni Caravaggio fermati a Como perché troppo alti per la galleria. Trenord testualmente ha giustificato la cosa scrivendo: «Non è il treno, ma è la galleria di Chiasso ad essere inadeguata alle esigenze della mobilità ferroviaria lombarda». Con la conseguente decisione di portare il capolinea a Como. Cosa ne pensa e non ci si poteva pensare prima, visto che la galleria è lì da decenni?

Ritengo che sia stata data una risposta di forte superficialità. Il problema della galleria c’è, ma mi sarei ben guardato dal dire una cosa simile. Bisogna invece spiegare perché quel treno non poteva passare sotto la galleria: quei treni non sono indirizzati a Chiasso, ma la linea è la Rho-Milano-Como ed è quindi corretto fermarsi a Como. Per arrivare a Chiasso ci sono altri treni in servizio e dovremo poi parlare con la Svizzera per avere passaggi più frequenti. Ci saranno poi i Regio Express che partiranno da Milano e arriveranno a Chiasso. Se Trenord avesse dato una risposta meno tecnica e superficiale, magari il caso mediatico si sarebbe risolto anche prima.

L’azienda parla di problemi di capienza. Ma si possono risolvere anche con mezzi più lunghi se non si possono fare più alti...

Sì, ma in lunghezza significa agganciare due treni e non uno e non fanno gli stessi passeggeri. Parliamo, su quella linea nel tratto tra Como e Chiasso di 30/40passeggeri. Noi dobbiamo offrire un servizio regionale, non transfrontaliero. Poi se si fanno cose in più, meglio.

Si parla però di una zona di confine. Chi deve andare in Svizzera, anche molti comaschi, ora dovranno aspettare un altro treno. Trenord dice nero su bianco che i problemi di orario internazionale sono irrisolti da anni. Come si può garantire quindi coincidenze con i Tilo e con gli altri treni?

Alle volte ci fissa su cose inesitenti. C’è un altro treno, il Tilo, che arriva a Chiasso e abbiamo anche una convenzione per far sì che quella tratta sia servita il più possibile. Oltre al Tilo, come dicevo prima, arriveranno nel 2025 i Regio Express. L’obiettivo è avere una corsa tra Como e Milano con i Regio Express ogni 30 minuti. Cercheremo di dare un’offerta migliore all’utenza.

Oltre ai pendolari tra Milano e Como ci sono anche tanti turisti.

È evidente. Come in tutte le cose, quando si stanno facendo interventi migliorativi, un po’ di disservizio lo si crea. Il treno su cui c’è stata la polemica è stato inserito per migliorare la tratta Milano-Rho-Como, non per danneggiare l’arrivo a Chiasso dove metteremo altri servizi.

Avete appena rinnovato il contratto a Trenord. Cosa dice ai pendolari, molti dei quali increduli?

Il contratto prevede una serie di penali pesanti, ci auguriamo di non applicarle perché vorrebbe dire che il servizio funziona. E ancora l’aumento del 20% delle corse e con il cambio della flotta aumenteremo anche i passeggeri: da 750mila a un milione. Voi pensate che se avessimo fatto una gara se la sarebbero aggiudicati altri? L’hanno fatto in tre regioni e ha vinto la stessa azienda. Tutte le altre hanno fatto esattamente quello che ha fatto Regione Lombardia.

Lei ha però detto che i matrimoni si possono sempre sciogliere...

E lo confermo, anche se speriamo di no. Sono previste verifiche a 2 anni e a 5 e quindi abbiamo tutte le possibilità per intervenire se le cose non funzionano. Una cosa agli utenti la voglio dire.

Quale?

Hanno ragione da vendere, e su questo sto lavorando personalmente, quando lamentano l’assenza di comunicazioni.

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