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Como I commenti: «Inevitabile nei prossimi anni lavorare anche lì, senza però abbandonare i nostri ambulatori e pazienti»
Como
I medici di famiglia fanno un passo dentro alle case e agli ospedali di comunità. Nate dopo la pandemia, queste nuove strutture dovevano accogliere i medici di base, nonostante siano da sempre contrari a unire le forze con gli ospedalieri. Adesso però tutti i sindacati dei camici bianchi hanno sottoscritto, tra la fine e l’inizio dell’anno, un accordo specifico con l’Asst Lariana. La premessa, sottolineano i medici, è che non verrà meno la loro autonomia e che continueranno a visitare gli assistiti dentro ai loro studi privati. Inoltre, rimarcano, l’accordo vale solo su base volontaria.
A partire da quest’anno, i neo dottori sono obbligati da contratto a lavorare alcune ore nelle case di comunità, ma solo se hanno pochi pazienti da gestire. Dunque, scrive l’Asst Lariana, «l’apporto dei medici di famiglia per lo svolgimento di attività all’interno della casa di comunità non può che essere limitato». Ecco allora che tramite libera professione e con una remunerazione oraria, i medici di base potranno svolgere nelle case di comunità alcuni compiti, tra cui valutare i bisogni di cura dei pazienti anziani, potenziare le vaccinazioni e garantire l’assistenza a turno negli ambulatori temporanei per i pazienti che si ritrovano senza curante. Negli ospedali di comunità invece, i medici potranno entrare in corsia di giorno per visitare i pazienti cronici.
I termini per farsi avanti sono ancora aperti, ma è noto che alcuni medici operanti in città, anche se non molti, hanno dato disponibilità. «Io già lavoro nell’ambulatorio per le sindromi influenzali in via Napoleona con l’Asst Lariana – dice il medico di famiglia Marco Castelnuovo – e credo sia inevitabile nei prossimi anni lavorare anche nelle case di comunità, sempre senza abbandonare i nostri ambulatori e pazienti». Il collega Lorenzo Restelli aggiunge: «È per ora un progetto su base volontaria, ho detto sì in base a quanto posso fare oltre alle visite in studio, ma penso che concentrare le energie con gli ospedalieri in strutture intermedie sia ormai ineluttabile» vista la carenza di sanitari e ancor più di medici di famiglia. «Vorrei sottolineare che non è in gioco la nostra autonomia – commenta il presidente dell’Ordine dei medici di Como Gianluigi Spata - tanto meno i nostri studi medici e il rapporto di fiducia con i pazienti. Per alcuni progetti, su base volontaria via libera professione, vogliamo però lavorare in sinergia con l’Asst Lariana come già dimostrato nel corso di questi ultimi due anni, ad esempio per gestire meglio i malati cronici, i pazienti geriatrici o per fare visite a domicilio». «È un accordo importante – dice il direttore socio sanitario dell’Asst Lariana Maurizio Morlotti - che ci permetterà di aumentare i servizi già attivi nelle case di comunità in rispondenza alla riforma e soprattutto di proseguire il lavoro di integrazione di tutte le figure professionali che operano per il territorio».
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