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Como Le piante non sarebbero in condizioni critiche. Il sindaco Rapinese con una email: «Grazie ma su questo tema non abbiamo chiesto alcuna collaborazione»
Como
Il sindaco Alessandro Rapinese ha sbattuto ieri la porta in faccia alla Regione Lombardia e alla Soprintendenza non presentandosi e non mandando né il dirigente e nemmeno un funzionario del Comune di Como al tavolo tecnico (durato due ore) sulla vicenda dei ciliegi di via XX Settembre. Ciliegi che, in base a quanto stabilito ieri, in larga parte non risultano in condizioni critiche. Ma andiamo con ordine.
All’incontro di approfondimento organizzato a Palazzo Lombardia su richiesta di Regione e Soprintendenza, che aveva bloccato il taglio (poco dopo era arrivata anche la sospensiva del Tar) e aveva auspicato un’analisi congiunta sullo stato di salute delle piante con l’obiettivo di arrivare a una soluzione condivisa, erano presenti per la Regione l’assessore al Territorio e Sistemi Verdi Gianluca Comazzi con i suoi tecnici e il consigliere regionale Sergio Gaddi, la stessa Soprintendenza con la soprintendente regionale Beatrice Maria Benoglio Ravasio e la referente per Como Maria Mimmo e ancora l’agronomo di Ersaf, un esponente del servizio fitoterapico regionale e i rappresentanti del comitato (la portavoce Giorgia Merlini, l’avvocato Teresa Minniti e l’agronomo Daniele Zanzi, firmatario della perizia alternativa a quella del Comune). Come detto grande assente Palazzo Cernezzi, ma il sindaco a riunione in corso da una trentina di minuti ha inviato una mail che è stata letta a tutti i presenti e nella quale Rapinese ha sostanzialmente detto di non essere interessato ad alcun confronto sul tema dei ciliegi. «Mi preme comunicare – le sue parole, comunicate da Regione - che su questo tema, da parte del Comune di Como, non è stata richiesta nessuna collaborazione». Tradotto, andiamo avanti per la nostra strada. Nei giorni scorsi aveva detto che non avrebbe partecipato non essendo un tecnico, ma ha deciso di non mandare nemmeno loro. Evidentemente aspetta il Tar, che ha fissato la prima udienza il prossimo 5 febbraio.
«Tutte le parti presenti - si legge in una nota diffusa in serata da Milano - hanno espresso rammarico per l’assenza del Comune di Como, ritenendo il tavolo tecnico un’occasione preziosa per avviare un confronto sereno e costruttivo, finalizzato a individuare una soluzione condivisa nell’interesse dei cittadini». Dall’assessorato hanno anche fatto sapere che è la prima volta nella legislatura che un Comune abbia disertato un appuntamento tecnico. Al vertice si è parlato, ovviamente della salute dei 45 alberi che Palazzo Cernezzi vuole tagliare: «L’agronomo del Comitato ha illustrato le proprie valutazioni, evidenziando come i ciliegi non versino nelle condizioni descritte nella perizia comunale. Ersaf ha confermato che la maggior parte delle piante non versa in condizioni di grave criticità».
Il Comitato ha anche fatto sapere «di aver chiesto al Tar una consulenza tecnica d’ufficio per stabilire la condizione delle piante». Una sorta di perizia super partes. Verrà convocata una nuova riunione del tavolo tecnico: «Regione, Soprintendenza e Comitato confermano la disponibilità ad avviare un dialogo costruttivo con il Comune di Como, auspicandone la partecipazione al prossimo incontro per giungere a una soluzione condivisa nell’interesse di tutti».
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