Centro storico invaso dai furgoni? «Nuovi percorsi per limitare i disagi»

Città murata Il direttore di Confcommercio Como, Graziano Monetti, sulla gestione della Ztl. «Stiamo lavorando a una proposta organica per tutelare le attività e minimizzare l’impatto»

Como

Nel labirinto di vie della città murata, dove il fascino medievale attira migliaia di turisti, il transito dei mezzi pesanti per le consegne è diventato un nodo critico che agita il dibattito cittadino. Tra tavolini al pelo lungo le carreggiate e furgoni che tentano manovre millimetriche, la sicurezza pedonale è costantemente messa alla prova. Sulla questione interviene Graziano Monetti, direttore di Confcommercio Como, che fotografa una realtà complessa, fatta di equilibri fragili e complicate sfide logistiche.

«È un tema sicuramente al centro dell’attenzione da anni - esordisce Monetti -. Con diverse amministrazioni comunali si è provato ad affrontarlo, ma il problema rimane evidente. Basta girare per Como in alcuni orari per notare un eccesso di traffico veicolare». Un fenomeno che, secondo il direttore, non è legato solo alla merce tradizionale, ma è stato esasperato dal mutamento delle abitudini di consumo: «Negli ultimi anni le vendite online sono esplose. Oggi ci sono furgoni di corrieri dappertutto e il centro è oggettivamente piccolino, con vie strette e spazi ridotti».

L’attuale normativa comunale, tenta di arginare il caos fissando paletti precisi. L’accesso per il carico e scarico è consentito dal lunedì al venerdì nelle fasce 06:00-10:30 e 14:00-15:30, mentre il sabato la finestra pomeridiana è sbarrata. La sosta è limitata a 30 minuti eppure, la convivenza tra pedoni e motori resta rischiosa.

Tra le soluzioni proposte dai commercianti, spicca l’idea di concentrare tutte le consegne all’alba, terminando ogni operazione entro le ore 9. Monetti si mostra cauto: «È una strada fattibile, ma non risolve interamente il problema. Si creerebbero criticità legate soprattutto al settore del cibo: le consegne del fresco non possono essere limitate rigidamente, la merce rischierebbe di deteriorarsi. Inoltre, resterebbero comunque i flussi dei residenti con parcheggio in centro e le consegne private. È una buona idea per contingentare determinati furgoni, ma non credo sia risolutiva».

Più ambizioso è il progetto della micrologistica: fermare i mezzi pesanti fuori dalle mura e servire i negozi con cargo-bike o piccoli mezzi elettrici, che peraltro l’ordinanza già favorisce non ponendo loro limiti orari. «In passato avevamo lavorato a un progetto simile - ricorda Monetti -. L’idea era di creare un deposito esterno da cui far partire mezzi sostenibili verso il centro. Tuttavia, ci scontrammo con la difficoltà di gestire tipologie di trasporto diverse. Ad esempio, parlando semplicemente, non puoi lasciare lo yogurt fermo nell’hub».

Nonostante le difficoltà tecniche, Confcommercio non intende abbandonare la ricerca di una soluzione. «Ci stiamo approcciando al tema nell’ambito del Distretto Urbano del Commercio - spiega il direttore -. Vogliamo valutare la fattibilità di percorsi che migliorino la situazione salvaguardando l’interesse delle attività. Risolvere completamente è difficile, ma sicuramente migliorare si può».

Il futuro della vivibilità comasca passa dunque da un compromesso difficile: da un lato la necessità vitale di rifornire i negozi, dall’altro l’urgenza di garantire una città sicura e accogliente. «Siamo attenti agli sviluppi - conclude Monetti -, perché l’obiettivo resta trovare soluzioni che portino un reale miglioramento per tutti».

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