Ciliegi a Como, le parole di Rapinese diventano un caso: «Ridicolizza le donne»
Via Venti Settembre Il sindaco imita l’avvocato Teresa Minniti, che replica: «Umiliazione personale». Lui intanto insiste: «Ride bene chi ride ultimo. E normalmente sono io»
I 42 ciliegi giapponesi di via Venti Settembre con la loro spettacolare fioritura rosa in primavera - una tradizione che va avanti da oltre mezzo secolo - sono tornati in primo piano dopo le parole del sindaco Alessandro Rapinese di voler tirare dritto («Li sego») in seguito alla decisione del Tar di accogliere il ricorso del Comune contro il parere della Soprintendenza (che aveva rivisto la prima autorizzazione e stabilito la vocazione identitaria degli alberi).
I giudici hanno certificato un vizio nella procedura poiché la Soprintendenza non ha avvisato il Comune della revisione del parere e non l’ha consultato e ha invitato l’Ente di tutela del paesaggio a riavviare il procedimento, mentre nel merito hanno parlato di ampia discrezionalità della Soprintendenza sul valore storico dei ciliegi.
Nuova polemica
Ora però, al di là di ulteriori risvolti di natura legale (ricorsi al Consiglio di Stato) e della possibilità (tutt’altro che remota, visto il contenuto della sentenza) che la Soprintendenza riparta con l’iter (stavolta corretto) per il nuovo parere, esplode una nuova polemica. Il sindaco sui suoi social ha attaccato il Comitato, la Soprintendenza, il consigliere regionale Sergio Gaddi, la stampa e l’avvocato Teresa Minniti, dichiarando di voler andare avanti: «Con Rapinese ride bene solo una persona, quello che ride ultimo. E normalmente sono io».
«Smofie e riferimenti al mio modo di essere sono inaccettabili»
A più riprese nel video imita anche Teresa Minniti trasformandola in una sorta di “groupie”. E se domenica sera lei stessa, con Giorgia Merlini (portavoce del comitato spontaneo di residenti che ha raccolto oltre 7mila firme per salvare le piante) aveva contrattaccato, ora Minniti apre un altro fronte all’ombra dei ciliegi puntando il dito sull’atteggiamento con cui il sindaco si rivolge alle donne. «Nel video del sindaco – dice - c’è molto di più dell’ennesimo spettacolo di cattivo gusto. Posso essere contestata nel merito, si possono criticare le mie posizioni, le iniziative di Nova Como, il mio impegno sui ciliegi. Ma quando, anziché entrare nel merito di ciò che una donna dice e fa nello spazio pubblico, si sceglie di ridicolizzarla attraverso insinuazioni, smorfie e riferimenti personali, il piano cambia».
«C’è una differenza tra il confronto e l’umiliazione personale»
Poi allarga i confini citando alcuni episodi pregressi: «Non è la prima volta che mi trovo a dover denunciare i modi del sindaco. Già mesi fa avevo espresso pubblicamente la mia solidarietà a Patrizia Lissi, Elena Negretti, Alessandra Bonduri e a una vostra giornalista, dopo episodi nei quali avevo ravvisato lo stesso schema. Il confronto politico può essere durissimo. Ma c’è una differenza tra il confronto e l’umiliazione personale. E questa differenza diventa ancora più importante quando a essere bersaglio è una donna che esercita un ruolo pubblico o professionale. In generale, ritengo che il rispetto debba essere un principio orizzontale».
«Basta insulti»
La conclusione: «Proprio ieri l’assessore Chiara Bodero Maccabeo ha lamentato pubblicamente che un cittadino le abbia rivolto l’espressione “si vergogni”. E ha tutto il diritto di farlo: nessun amministratore dovrebbe essere insultato o aggredito verbalmente, ma lo stesso principio dovrebbe valere sempre e per tutti. Lo stesso metro di giudizio dovrebbe essere utilizzato quando è un sindaco a rivolgersi in modo derisorio e mortificante alle proprie cittadine o ai propri cittadini. La dignità delle persone non può dipendere da chi parla, da chi ascolta o da quale parte politica si trova».
Da ultimo va registrato un piccolo giallo in via Venti Settembre, dove ieri pomeriggio sono comparsi alcuni cartelli nella parte verso la stazione che indicano il divieto di sosta per giovedì dalle 8 a fine lavori. Si tratta però, come scritto sulla segnaletica, del rifacimento delle strisce blu.
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