Ciliegi, critiche al sindaco. Gaddi: «Non sa di cosa parla»

Rapinese aveva ordinato una ricerca sulle piante che continuano a far discutere

Como

La ricostruzione storica fatta dal sindaco Alessandro Rapinese sui ciliegi di via Venti Settembre in vista dei ricorsi del Comune contro la Soprintendenza al Consiglio di Stato e al Tribunale amministrativo regionale, crea ulteriori polemiche.

Secondo il primo cittadino, che ha fatto fare una ricerca approfondita negli archivi comunali, i ciliegi sono stati piantati durante l’amministrazione del sindaco Gelpi in seguito a una delibera di giunta del 1956 e non dopo la fine della seconda Guerra mondiale.

All’attacco il consigliere regionale Sergio Gaddi, che fin dall’inizio si è schierato con le proteste dei residenti: «Ancora una volta il sindaco non sa di cosa parla. Il riconoscimento della storicità e del valore simbolico dei ciliegi, oltre alla considerazione dell’affetto che i cittadini provano per i loro alberi, una prerogativa della Soprintendenza. È quindi una decisione autonoma e sacrosanta dello Stato che non deve certo essere dimostrata dalla vana ricerca di scartoffie del Rapinese di turno. La sua ostinata guerra alla bellezza è oramai conclamata e patologica».

Dura anche Giorgia Merlini, portavoce del comitato spontaneo dei cittadini che fin dai primi giorni aveva raccontato di come, dopo la guerra, fosse stata sua nonna a spendersi con il Comune affinché in via Venti Settembre mettessero i ciliegi al posto degli alberi rasi al suolo durante il conflitto.

«Il sindaco – tuona Merlini – attacca dei normali cittadini che difendono il loro territorio, agitando questa volta una questione di date che, seppur confermate, non scalfisce minimamente il punto centrale della nostra battaglia: l’attaccamento identitario a queste piante e l’amore per la loro bellezza sono un dato di fatto che prescinde da qualsiasi documento d’archivio e come tale è stato riconosciuto».

E aggiunge: «Dopo tutti questi mesi, viene da chiedersi se sia davvero così difficile ascoltare un messaggio chiaro e portato avanti con coerenza fin dal primo giorno o se si preferisca semplicemente ignorarlo. Nel frattempo, il vento e la grandine dei giorni scorsi hanno abbattuto alberi in vari punti della città: i ciliegi di via XX Settembre sono ancora lì, in tutto il loro splendore, con una fioritura che ha resistito a tutto. Continueremo a fare altrettanto». Infine Teresa Minniti, avvocato e vice presidente dell’associazione Nova Como: «Invece di occuparsi dei problemi reali della città e delle promesse non mantenute fatte in campagna elettorale, Rapinese sembra avere altre priorità come continuare a fare la guerra ai cittadini a ai ciliegi. Gli consiglierei una passeggiata in via XX Settembre, magari, davanti alla splendida fioritura potrebbe riscoprire anche il valore dell’affezione e dell’identità».

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