Ciliegi, “giallo” sulle firme. Il Comitato prende le distanze

Via Venti Settembre Prosegue il contenzioso tra Comune e cittadini. Merlini e Minniti:«Responsabilità dei singoli»

Como

Sembra non finire mai la guerra dei ciliegi di via Venti Settembre, iniziata il 17 novembre quando il Comune voleva tagliare le 45 piante per sostituirle con i peri e proseguita a colpi di proteste, ricorsi e repliche.

Il nuovo capitolo – proprio mentre gli alberi stanno regalando lo spettacolo della fioritura - riguarda il giallo di possibili irregolarità sull’autenticità di alcune firme contestate da Palazzo Cernezzi (oggi se ne occuperà il Tar) di sottoscrittori del ricorso che aveva portato allo stop di febbraio. Situazione da cui il Comitato spontaneo di cittadini prende le distanze in una durissima nota diffusa ieri dalla portavoce Giorgia Merlini e dall’avvocato Teresa Minniti. «Il sindaco Rapinese - attaccano – ha trasformato la vicenda dei ciliegi di via XX Settembre in un vero e proprio scontro con i cittadini. Accanto al ricorso al Consiglio di Stato contro l’ordinanza cautelare del Tar che ha sospeso il taglio, ha promosso un ulteriore ricorso al Tar contro la Soprintendenza per ottenere l’annullamento del riconoscimento del valore identitario del filare». Merlini e Minniti spiegano che «in tale atto, il Comune di Como sostiene che, nell’ambito del ricorso al Tar presentato da 27 cittadini a difesa dei ciliegi, vi sarebbero irregolarità legate all’autenticità di alcune firme apposte sulla procura alle liti. È necessario chiarire con fermezza che il Comitato non è parte ricorrente in alcun procedimento, non gestisce le relative vicende processuali, e che i cittadini ricorrenti hanno agito individualmente incaricando un legale per la tutela dei propri interessi e per la gestione di ogni aspetto procedurale. Qualora tali circostanze fossero confermate, eventuali responsabilità sarebbero da ricondurre esclusivamente ai singoli diretti interessati».

E ancora: «In ogni caso, tali profili non inciderebbero sul merito del giudizio, che comunque prosegue regolarmente il proprio corso dinanzi al Tar. Il Comitato, anzi, risulterebbe danneggiato al pari dei ricorrenti diligenti, restando del tutto estraneo a ogni eventuale irregolarità». Sulla ricostruzione storica fatta dal sindaco: «Anche se il filare fosse stato collocato nel 1957 e non nel 1947 (il Comitato non ha mai sostenuto che i ciliegi siano stati piantati prima della guerra) e i nostri alberi avessero 70 anni e non 80, cosa cambierebbe? Il Comitato ha raccolto migliaia di firme, promosso proteste pacifiche e prodotto documentazione tecnica e storica puntuale. Grazie a questo lavoro la Soprintendenza ha riconosciuto il valore storico, paesaggistico e identitario del filare, oltre alla profonda affezione della cittadinanza. Qualsiasi amministratore dotato di buon senso avrebbe dichiarato la carenza di interesse a proseguire nella battaglia».

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