Ciliegie “d’oro”: 58 euro al chilo. «Solo per veri appassionati»

Curiosità Il cartello con il prezzo esposto all’ortofrutta di Mandaglia: i clienti sono soprattutto stranieri

Via Muralto

Non servono gioielli o champagne per stupire a tavola, a volte bastano due ciliegie. Se però costano 58 euro al chilo, l’effetto sorpresa è garantito. Succede all’Ortofrutta di via Muralto, dove il cartellino fa sorridere o semplicemente fermare i passanti a fare due conti. Ma dietro quel prezzo c’è molto più di una provocazione.

«Le ciliegie in questo periodo arrivano dal Cile», spiega Michele Roberto Mandaglia, fruttivendolo da oltre quarant’anni. «E sono un prodotto che comprano solo veri appassionati o stranieri come arabi e russi». Secondo Mandaglia, infatti, il consumo di frutta fuori stagione è legato anche a un fattore culturale. «Se in Australia è estate, è normale che chi arriva da lì abbia in testa pesche, albicocche, ciliegie. È un mercato che risponde a quel tipo di richiesta». Gli italiani, invece, «in linea di massima seguono le stagioni».

Le ciliegie fuori periodo, quindi, non sono un acquisto abituale. «Le mangia chi ha la possibilità economica. C’è anche chi ne compra solo una manciata da dividere in coppia a cena, giusto per fare una bella figura. Non serve comprarne un chilo». «C’è merce che arriva via aereo e chiaramente costa di più», spiega, indicando un ananas. «Questo viene raccolto maturo e arriva via aereo. È profumatissimo, è un altro prodotto. Quelli che arrivano via nave impiegano anche 45 giorni, vengono raccolti acerbi. Si mangia una cosa completamente diversa». E lo stesso vale per i prodotti italiani: «È vero, al supermercato costa tutto meno ma la nostra merce è di qualità, quindi costa di più», ammette Mandaglia, «ma è lo stesso discorso della carne: una battuta di fassona piemontese è un’altra cosa rispetto a una francese». Alla fine, la vera domanda è una sola: «Quando fai la spesa, cosa guardi? Il prezzo o quello che mangi?». Una scelta che dipende anche dall’età e dal reddito. «È normale che un giovane guardi il prezzo. Dipende da quanto guadagni». Con il tempo, le priorità cambiano. «Io ho 64 anni e lavoro da più di 40 in questo settore. Preferisco dare priorità al cibo piuttosto che a un paio di pantaloni». Alla fine, però, tutto si riduce alla passione. «C’è chi spende dieci euro per una birra senza problemi, perché gli piace. È la stessa cosa col cibo». E le ciliegie a 58 euro al chilo, più che uno scandalo, diventano lo specchio di un mondo dove ogni acquisto è una scelta: economica, culturale, personale.

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