Coltivavano canapa, patteggiano tre ventenni
Sono residenti a Rebbio e Prestino. In un caso la pena è stata sospesa, negli altri due sono stati previsti i lavori di pubblica utilità
Como
Tre patteggiamenti da un minimo di sei mesi fino ad un anno, in un caso con la pena sospesa e negli altri due con la pena sostituita dai lavori di pubblica utilità. Si è chiuso in questo modo, con la ratifica davanti al giudice, il fascicolo penale che era nato dal ritrovamento di una piantagione di canapa indiana nel quartiere di Prestino, nel bosco tra la via Pozzi, la via Isonzo e la via San Giovanni da Meda. Coltivazione che i tre ragazzi, tutti giovanissimi, avevano nascosto tra gli alberi lontano da occhi indiscreti.
L’operazione era stata compiuta dagli uomini della Questura. Nel dettaglio, Luca Zappa (22 anni, residente a Rebbio) ha patteggiato 6 mesi in continuazione con una precedente vicenda penale, pena finale sostituita dai lavori di pubblica utilità. Samuele Giuseppe Parisi, 25 anni di Prestino, ha patteggiato un anno pure lui con la sostituzione della pena con lavori di pubblica utilità. Pena sospesa, infine, per Mattias Michele Scorti, 22 anni, residente pure lui a Prestino che ha patteggiato 11 mesi e 20 giorni.
La piantagione composta da 14 essenze di diversa altezza (fino a due metri e mezzo) era stata nascosta a Prestino tra alberi ed arbusti. I tre – era emerso – si dividevano la coltivazione fornendo ognuno il proprio contributo. C’era chi era addetto alla cura delle piante, chi alla raccolta delle infiorescenze e al loro stoccaggio, chi alla diffusione del prodotto una volta essiccato.
Nell’ambito dell’operazione erano stati sequestrati dalla polizia anche 78 grammi di foglie in essiccazione, 28 grammi di marijuana, circa 100 grammi di hashish e ulteriori 560 grammi di marijuana divisa in undici buste di cellophane con altri 400 grammi in infiorescenze.
L’operazione delle volanti era partita da un controllo nel quartiere cittadino, dove un ragazzo era stato trovato in possesso di una dose di hashish. Gli agenti avevano poi approfondito l’attività investigativa per arrivare ad un’area nascosta tra gli alberi dove il gruppo di amici aveva allestito la propria coltivazione di canapa indiana, piante che erano state estirpate e poste sotto sequestro.
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