Como: domenica al parco   Ma la mascherina  spesso  è un optional
Tra le mete preferite c’è sempre la passeggiata “Lino Gelpi” (Foto by fotoservizio butti)

Como: domenica al parco

Ma la mascherina

spesso è un optional

Meno gente in città rispetto a sabato.Controlli a Villa Olmo anche per evitare assembramenti. Protezione obbligatoria, molti però la tengono al collo

La Polizia locale controlla

Quasi tutti portano la mascherina, ma troppi la lasciano al collo o la indossano solo sul mento, senza coprire bocca e naso, rendendo di fatto inutile la protezione per sé e per gli altri. In viale Geno c’è chi si ferma sui muretti a fare due chiacchiere con un amico, di fronte alla facciata di Villa Olmo chi si sdraia sul prato a prendere il sole, o chi si è portato una palla nello zaino per fare due tiri a calcio o a pallavolo. Non si fanno però attendere in questi casi gli interventi della Polizia locale, con gli agenti pronti a ricordare il divieto assoluto di giocare a pallone, stazionare sui prati e l’obbligo di mascherine ben posizionate sul viso.

Frequenti i controlli delle forze dell’ordine anche ieri. A Como, tuttavia, a differenza di Milano, fino ad ora non si è mai potuto parlare di assembramenti, piuttosto di timidi e graduali tentativi di ritorno alla normalità.

Sembra comunque rivitalizzata, dopo un lungo periodo di quiete assoluta, la parte della città affacciata sul lago. Meno di sabato, quando il numero di passanti è parso più importante.

Una città diversa

Non in tutti gli orari della giornata però: il momento dell’aperitivo è quello più gettonato, complice il fatto che diversi locali effettuano il servizio d’asporto. Al contrario, molto tranquillo il clima respirato in mattinata. Gli affollamenti dei turisti alla Navigazione in attesa di riempire i battelli sono ormai soltanto un ricordo. Il servizio è ripreso, ma i passeggeri sono ridotti al minimo. A godersi il pomeriggio mite e a tratti soleggiato sono di fatto solo i residenti, lo dimostrano le strade vuote del “girone”. Niente turisti, come effetto del divieto di spostarsi fuori dai confini nazionali, oltre che da regione a regione se non per comprovate esigenze di lavoro o salute.

Il centro storico non si è ancora rianimato. Da piazza Duomo verso la basilica di San Fedele, passando per via Vittorio Emanuele, silenzio, rumore sommesso di passi, voci dalle finestre e dai balconi, poco di più. Le serrande dei negozi, in ottemperanza all’ultimo decreto, sono ancora abbassate ed è davvero una città diversa, senza il tradizionale assalto dei visitatori.

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