Como, in cassa 39 milioni. Ora bisogna decidere come si spendono

Il bilancio Barriere architettoniche, piscine, anziani e piste ciclabili, le minoranze propongono soluzioni. Ma il sindaco: «L’ho detto da tempo: non resterà nulla»

Centoventidue milioni di avanzo totale, di cui oltre 39 milioni di euro liberi, ovvero immediatamente spendibili.

È questa la fotografia del rendiconto 2025 del Comune che emerge dall’ultima seduta del Consiglio comunale.

Una cifra record, un tesoretto che scoppia di salute contabile ma che, paradossalmente, diventa il principale capo d’accusa contro la giunta guidata dal sindaco Alessandro Rapinese.

I grandi progetti

Durante la discussione in Consiglio comunale, Alessandro Rapinese ha rivendicato con forza la solidità dei conti, ma ha anche lanciato un segnale chiaro sulla destinazione di quel tesoretto: se i grandi progetti di partenariato pubblico-privato (Ppp) dovessero concretizzarsi, i milioni accumulati sparirebbero in un istante per coprire gli investimenti strategici. «Per quanto riguarda l’avanzo - ha dichiarato il primo cittadino -, se i progetti dovessero andare in porto, non ce ne sarà più: l’ho detto da tempo». Ma l’opposizione ha altre idee. Secondo Vittorio Nessi, (capogruppo Svolta Civica), la disponibilità finanziaria avrebbe dovuto portare a risultati ben diversi. «È certo che non avremmo affossato, come ha fatto Rapinese, il progetto per la ristrutturazione della piscina - attacca il consigliere -, e avremmo realizzato da almeno due anni un impianto natatorio all’avanguardia». Ma non è solo lo sport a mancare. Nessi punta il dito sulla visione strategica della città, ferma al palo nonostante i milioni in banca: «Come previsto nel nostro programma, gli investimenti importanti sarebbero stati dedicati al tema della mobilità, creando un sistema di parcheggi di prossimità e attivando una navetta circolare a servizio della convalle. Sicuramente, non avremmo fatto cassa a danno dei servizi scolastici, delle associazioni e delle famiglie».

Sulla stessa lunghezza d’onda Patrizia Lissi (capogruppo Pd), che declina l’avanzo di bilancio in una lista di necessità quotidiane inevase.

«Senz’altro, per i giovani e per gli anziani, tutto questo sarebbe importante: servirebbero la piscina e il palazzetto dello sport, ma non c’è ancora nulla», osserva Lissi. La consigliera pone poi l’accento sul tessuto sociale e le infrastrutture essenziali: «Il problema grosso delle barriere architettoniche esiste, vorremmo anche mettere in sicurezza gli attraversamenti pedonali. I giovani ci chiedono piste ciclabili, che dovevano essere già state fatte e invece non è stato fatto nulla».

Il nodo del turismo

Lissi propone poi interventi mirati per le nuove generazioni: «Penso a un centro di aggregazione per i giovani e a fare in modo che abbiano un costo del biglietto dei mezzi pubblici più basso, agevolato. Bisogna poi sistemare le scuole: sono il tessuto sociale della città». Infine, Giordano Molteni (capogruppo Forza Italia) solleva un tema di stretta attualità: la convivenza tra residenti e il boom turistico. «La cifra accantonata è molto alta; mi dicono che con cifre decisamente più basse il sindaco in passato avrebbe gridato allo scandalo». La sua proposta è di utilizzare l’avanzo per riequilibrare il rapporto tra visitatori e comaschi.

«L’economia della città è cambiata, il turismo è uno dei settori più importanti. Parte di questa cifra la indirizzerei nel dare servizi a chi arriva, in modo tale che non vadano a discapito della cittadinanza - spiega Molteni -. Arrivano a centinaia i turisti, mettendo in difficoltà la vita quotidiana dei comaschi. Bisogna mettere a disposizione servizi che altrimenti creano disagio: intendo i rifiuti, i bagni, tutta una serie di sottoservizi e viabilità che riqualificherebbero la città. Bisogna far stare bene chi arriva, ma meglio chi nella città ci vive».

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