Venerdì di scioperi e manifestazioni. A Como alle 17 presidio al Volta e una fiaccolata, ma vietato il corteo in centro

Due manifestazioni indette da Bds contro le guerre in largo Miglio e da Anticorpi Militari come risposta all’”allarme sociale” dell’ultima settimana sulla possibilità di saccheggi e vandalismi in centro

Como.

Niente cortei, ma un doppio presidio nella città di Como, in occasione della giornata di sciopero nazionale. Due eventi non considerati a rischio, organizzati da sigle differenti e con obiettivi diversi. In un caso il tema del presidio ricalca quello che ha portato allo sciopero nazionale, mentre nel secondo gli organizzatori sembra abbiano optato quasi provocatoriamente in una mobilitazione chiamata “Una fiamma in ogni negozio”, fiaccolata “in difesa delle vetrine”.

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Contro la militarizzazione

Si comincia alle 17 in largo Miglio, di fronte al liceo Volta, dove si sono date appuntamento le sigle appartenenti al Bds, ovvero “Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni” un movimento attivo soprattutto in attività di pressioni contro Israele per porre fine all’occupazione dei territori palestinesi.

Al presidio hanno aderito anche Rifondazione Comunista, sindacati di base, tra cui Ubs, Ecoinformazioni, Potere al popolo Como, Como senza Frontiere, Semm sumud e Giovani Comunisti Como. L’iniziativa si inserisce nella giornata di mobilitazione e sciopero contro la militarizzazione, le spese militari, le guerre, il genocidio in Palestina, «il razzismo sistemico e lo sfruttamento».

“A difesa delle vetrine”: il titolo provocatorio e l’invito alla cittadinanza

Si aggregheranno al presidio, per poi spostarsi in piazza Vittoria per una fiaccolata statica, anche gli aderenti ad Anticorpi Militari, realtà che si definisce “esercito di liberazione dagli eserciti”. Lo slogan scelto per la manifestazione è “Fiaccolata in difesa delle vetrine”, un titolo provocatorio scelto dopo «una settimana - si legge nel post di convocazione dell’evento - di puro allarme sociale. Vissuto da tutta la città, ma i riflettori si sono accesi solo in centro. Polizia e militari, un apparato costosissimo a difesa di prodotti altrettanto costosi. Tutti chiusi in casa tranne i turisti, almeno fino a che articoli allarmistici e propaganda non saranno scritti in inglese. Sbarricati i negozi e passata la paura dei saccheggi, cosa ci rimane? Che ne è stato delle minacce di stupri di massa diventati virali su social e giornali? Come si affronta la prossima paura? Sempre chiusi in casa col centro blindato? Sicurezza nei quartieri sono le luci accese alle finestre e volti conosciuti da incontrare per strada. Paura è non riuscire a far fronte alle spese a fine mese. Fa ancor più paura veder spendere miliardi in armi saccheggiando la spesa sociale. Tutta la cittadinanza, le associazioni, le famiglie, sono invitate».

Anticorpi Militari aveva chiesto di poter sfilare in corteo per le vie del centro, ma la Questura ha negato il permesso sulla base della decisione di evitare manifestazioni nei centri cittadini di tutta Italia.

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