Como: senzatetto ovunque
e la giunta si sveglia: «Ok a via Cadorna»

Le pressioni degli alleati (non la Lega, contraria) e l’allarme bivacchi costringono il Comune a muoversi. Per il nuovo dormitorio quello di Asst «il luogo migliore»

Mentre la politica discute, dopo la chiusura del dormitorio di via Sirtori i senzatetto hanno ripreso possesso dei portici dell’ex chiesa si San Francesco, più numerosi che mai, e qualcuno si è accampato persino lungo le rive del Cosia.

A un anno dal voto in consiglio comunale e nonostante gli appelli arrivati persino da esponenti della maggioranza, il Comune è arrivato impreparato alla chiusura del dormitorio, senza una soluzione alternativa. E così 70 persone non hanno più un rifugio dove passare la notte. Non a caso in centro sta crescendo l’accampamento di fianco al tribunale, fatto di cartoni e coperte, ma persone senza fissa dimora sono state notate in queste ore anche in luoghi inconsueti, a dimostrazione di un’emergenza quantomai reale.

La nota ufficiale

Giovedì il forzista presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi aveva lanciato, e confezionato, l’idea di usare lo stabile accanto al Sert di via Cadorna per l’accoglienza dei senza tetto, forte della disponibilità dell’ente proprietario, la Asst Lariana. In un secondo, momento, secondo Fermi, con il benestare dell’Asst si potrebbe con 200mila euro sistemare l’ex convitto ai margini del San Martino per predisporre un centinaio di letti. Una presa di posizione, quella arrivata dalla Regione, che ha ridestato il Comune: in una nota diffusa proprio ieri l’Amministrazione fa sapere di star pensando come sede per un dormitorio proprio a via Cadorna e non nasconde una certa irritazione per l’uscita pubblico dello stesso Fermi («il Comune di Como - si legge infatti - è già da tempo in contatto con Asst Lariana per l’individuazione di immobili da destinare a funzioni di carattere sociale»).

Quei locali erano già stati offerti dall’azienda socio sanitaria durante l’epidemia per il ricovero degli eventuali senzatetto positivi (non ce n’era mai stato bisogno). Nel comunicato inviato da Palazzo Cernezzi parla l’assessore alla sicurezza e alla protezione civile Elena Negretti, non il sindaco Mario Landriscina e non l’assessore alla partita Angela Corengia (Servizi sociali). E arriva un mezzo sì al dormitorio in via Cadorna. «Logisticamente ci sembra il luogo migliore sul quale concentrare la nostra attenzione – dice Negretti - anche per la vicinanza alla Questura e alla Croce Rossa». Nulla però si dice sui tempi per l’attivazione dello spazio.

Solo i leghisti contrari

Devono aver pesato anche le pressioni arrivate da gruppi e partiti del centrodestra. Salvo la Lega, da sempre contraria, il resto della maggioranza sembra ormai convinto che il dormitorio si debba fare. Così la pensa il capogruppo di Fratelli d’Italia Matteo Ferretti, nonostante qualche preoccupazione per la posizione centrale di via Cadorna. Del resto sul tema si è a lungo speso il deputato Alessio Butti. Ed Enrico Cenetiempo per il gruppo di Forza Italia appoggia la proposta del suo riferimento politico in Regione, il già citato Fermi. «Alla fine si farà – diceva già ieri mattina Franco Brenna, capogruppo della lista civica che sostiene il sindaco Mario Landriscina – non sarà facile, ma questa è ormai la posizione della larga maggioranza dei gruppi politici presenti in Comune. E così per altro ha deciso il consiglio comunale approvando formalmente una mozione nel luglio del 2019». 
S. Bac.

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