Como tra le zone più a rischio in Italia
Spata: «È il momento del lockdown»

Il presidente dell’ordine del Medici: «Il rapporto tra tamponi e infetti oltre il 20%» - E aggiunge: «Serve una dimostrazione di maturità da parte di tutti, oltre a misure drastiche»

Como

Per il dottor Gianluigi Spata è giunta l’ora del lockdown, anzi bisognava avere il coraggio di farlo a settembre. Il presidente dell’ordine dei Medici di Como, che siede anche nel Comitato tecnico scientifico regionale, ha paura. Paura di rivedere le bare sfilare e le corsie degli ospedali piene di persone senza fiato. «L’indice di contagio aumenta, abbiamo un rapporto tra tamponi e infetti che ha superato il 20% - spiega - lo vediamo anche noi dottori, quasi un tampone su quattro che chiediamo per i nostri pazienti ormai è positivo. Per fortuna molti casi che seguiamo riusciamo a controllarli a casa, a domicilio. I sintomi non sono ancora in larga parte spaventosi, ma è anche vero che gli ospedali di riferimento sono in grande affanno, sono pieni a Como come a Varese. La situazione è generalizzata, la pressione è grave a Milano e a Monza, anche in Svizzera, tolto qualche territorio periferico».

Insomma, secondo il numero uno dei medici la situazione è già critica. «L’incubo torna alla scorsa primavera, non dobbiamo aspettare di diventare una nuova Bergamo - aggiunge -. È chiaro che serve una stretta, un provvedimento drastico. Il lockdown non piace a nessuno, è ovvio, ma la storia recente ci ha dimostrato che è l’unico strumento che si è dimostrato davvero efficace. Possiamo farlo un poco più morbido, perché una passeggiata nel bosco con la moglie e i figli non fa male, anzi. Ma per tutto il resto dobbiamo fare dei sacrifici. Figurarsi feste, assembramenti, aperitivi, cene allargate. Io ho una gran paura e penso che dobbiamo fare tutti un esame di coscienza». Il Governo e i presidenti delle Regioni discutono di estendere a tutti le misure di confinamento e, pur con qualche distinguo, ormai non ne fanno mistero. Il valore di riferimento è l’Rt: dove l’indice di trasmissibilità è superiore a 2 Governo, Regioni e Comuni sono propensi a far scattare il lockdown. Il rapporto tra contagiati attuali e possibili nuovi contagiati, è oltre la soglia di limite in Lombardia, a Como, a Milano, a Monza, a Varese, ma anche in Piemonte, a Torino, in alcune parti del Veneto, a Genova, a Napoli e Caserta. Insomma in mezza Italia. E del resto altri Paesi, dalla Francia alla Germania, hanno già chiuso.

«Serve anche da noi una dimostrazione di maturità – dice ancora Spata – prego tutti di comportarsi con responsabilità, di uscire di casa il meno possibile, di non eccedere con i contatti, di usare mascherina, distanza e igiene. Quello che andiamo ripetendo da mesi e mesi e, ciò nonostante, adesso siamo ancora qui. Senza però scaricare tutto sulla gente, sui singoli. Perché la didattica a distanza alle superiori si poteva anche fare da subito, come pure si poteva lavorare sui trasporti. Certe scelte impopolari bisognava prenderle a settembre, non adesso. A questo virus non si può concedere tempo». Nella nostra Regione tra il 2 e il 26 ottobre l’incremento dei casi è salito del 51%, a Como del 58%, a Varese del 103%, a Monza del 91% e a Milano del 90%. Il calcolo al 31 del mese è ancora più vertiginoso, soprattutto a Como. Non è invece un caso che Brescia, Cremona e Bergamo siano in fondo alla classifica, perché queste province sono già state colpite duramente dal Covid e quindi il numero di persone con gli anticorpi è superiore.

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