Contrattacco Yacht Club: «Contro di noi
solo fango»

La polemica Il presidente e un socio: «La sede è a disposizione a titolo gratuito per tutti gli eventi culturali e sociali. Se ami questo posto non lo critichi»

Lo Yacht Club Como, istituzione che da quasi un secolo rappresenta il legame indissolubile tra la città e i suoi sport d’acqua, sta vivendo un momento di delicato confronto con l’amministrazione Rapinese.Il presidente Gioacchino Favara e il socio pluricampione Vito Moschioni scelgono di fare chiarezza.

Il presidente Favara respinge con fermezza l’immagine di un sodalizio ripiegato su dinamiche puramente commerciali. «Il mio modello culturale è l’apertura», spiega. «Mettiamo a disposizione il nostro salone per iniziative pubbliche, culturali e sociali senza chiedere un euro, le porte sono aperte a chiunque voglia proporre contenuti per la cittadinanza. Non stiamo speculando, stiamo aprendo il club a un sistema più democratico e partecipativo».

Sui contenziosi tecnici, Favara non si sottrae: «Vogliamo pagare il giusto. Abbiamo già risolto le pendenze con l’Agenzia delle Entrate e siamo pronti a fare lo stesso con il Comune, chiedendo però che le misurazioni degli spazi siano corrette e oggettive».

Piano concreto

A sostenere la visione della presidenza è Vito Moschioni, figura storica della vela comasca. «Il consiglio ha predisposto un piano concreto per rilanciare le attività», afferma Moschioni. «Da aprile ripartono i corsi di vela per bambini e, per la prima volta, stiamo organizzando corsi di motonautica per i più giovani. Sono progetti che richiedono tempo e risorse, le stesse che ricaviamo dalle nostre attività interne».

Moschioni risponde poi duramente alle polemiche sollevate da alcuni ex associati: «Gettare fango in un momento così delicato è inopportuno. Molti dicono di amare lo sport, ma poi hanno preferito allontanarsi. Forse erano abituati a ricevere compensi che oggi l’associazione non può più garantire per dare priorità ai ragazzi e alle strutture. Se ami questo posto, lotti per migliorarlo dall’interno, non lo infanghi».

Il campione rassicura infine sulla gestione delle strutture: «Chi parla di accessi indiscriminati al Club non conosce la realtà dei fatti. L’attività è viva, trasparente e focalizzata sui futuri fuoriclasse».

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