Cosia, lavori finiti ma restano i timori: «Torrente intasato da rami e tronchi»

Camnago Volta Allargato l’alveo dopo i problemi causati dai forti temporali di settembre. I residenti: «A monte tanti alberi tagliati. Ci sono ruderi a rischio crollo vicino ai margini»

Torrente Cosia, a valle l’alveo intasato è ancora a rischio, a monte finiti i lavori i residenti segnalano grandi aree disboscate. Per i forti temporali di settembre, dal corso d’acqua erano scesi all’altezza di via Pannilani liquami, con forti miasmi, a causa della rottura di un grande collettore. A ottobre Como Acqua, non senza ingenti sforzi, era riuscita a far partire monitoraggi e interventi, a inizio novembre la società ha concluso i lavori in emergenza, interessata la zona sopra a via Al Paradiso. Operai e ruspe hanno ormai finito le opere la cui consegna era immaginata già a fine anno per 145mila euro di finanziamenti.

I lavori

Ed in effetti il greto del fiume verso Camnago Volta è stato allargato, onde evitare nuovi forti piene, gli argini sono stati sistemati e passando a piedi si notano nuovi muri di contenimento fatti di grandi pietre. I tecnici, durante l’autunno, hanno dovuto aggiustare i danni riportati dalla rete fognaria lungo tre chilometri di rive franose e impervie. Da questa porzione di verde però diversi residenti hanno inoltrato foto e video di terreni completamente disboscati.

«A monte si notano tantissimi alberi tagliati, con i boschi sopra a via Al Paradiso che in buona parte non esistono più – racconta per esempio Noemi Bocconcello – terreni demaniali e privati sono stati ripuliti, ma la vegetazione è sparita, anche gli alberi ad alto fusto che avevano una funzione di contenimento, i boschi sono più poveri. Preoccupa, prima dello storico mulino di Camnago, la condizione di un rudere a margine del fiume in cattivo stato e a rischio crollo».

La forza del torrente dopo le ultime piene ha eroso parte degli argini, sottraendo metri di terra, lo sanno bene i proprietari dei caseggiati che si affacciano sul corso d’acqua preoccupati per il progressivo sgretolamento delle rive.

Legambiente

Scatti e documentazione sono arrivati anche al circolo cittadino di Legambiente. «Ci stiamo interessando circa la conclusione dei lavori – spiega Enzo Tiso, il presidente – e soprattutto lo stato degli argini e della pulizia dell’alveo, a monte e a valle, alcuni cittadini residenti in casa affacciate avanzano timori».

Verso la fine di via Pannilani altri cittadini lamentano tronchi e rami dimenticati nel corso del fiume e in particolare nuovi arbusti cresciuti in mezzo al Cosia. Nel corso degli anni, dopo più denunce, le autorità regionali e forestali ciclicamente si sono occupate della pulizia del torrente, ma solo un tantum, raccontano gli abitanti.

«Pochi giorni fa ho di nuovo scritto al Comune – racconta Michele Figini – per i rami e i tronchi rimasti dentro al fiume, compresa una pianta da tempo sradicata, dall’ultima alluvione sotto è stato fatto poco o nulla. La paura è per i prossimi eventi atmosferici. Il torrente ha mangiato i terreni e gli argini, l’emergenza legata alla fogna rotta risalendo verso Lipomo è stata risolta, ma non tutto ciò che riguarda il nostro Cosia».

Investire sulla cura del verde è una spesa che ha poca visibilità. «Ed invece sarebbe bene programmare nel tempo manutenzioni, pulizie e messe in sicurezza – dice il noto agronomo comasco Angelo Vavassori – senza attendere i danni creati da piogge e temporali, sull’esempio di Blevio. A proposito del Cosia la situazione mi pare critica, passando, a valle, all’altezza di via Briantea oltre a rami e piante nell’alveo il fondo del torrente è rotto. L’acqua fa il suo lavoro, lava, spinge, nel tempo ha eroso le rive e ha sollevato il fondale. Sul greto di roccia si vedono diversi blocchi di pietra rimossi, accatastati, gli interventi devono essere periodici, non solo in conseguenza a problemi circa fogne e condutture». Si tratta certo di lavori ingenti, su vaste aree del verde che circonda la città, situazioni che vanno censite.

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