Costi alle stelle, asfaltare o aspettare? Il dilemma del Comune
Como Cinque milioni di euro stanziati per le strade della città. L’incognita dell’aumento dei prezzi
Como
Asfaltare o aspettare? È questo il dilemma che si sono trovati davanti negli ultimi giorni a Palazzo Cernezzi dopo lo scoppio della guerra in Iran che ha determinato un aumento considerevole dei costi per le asfaltature.
I primi listini aggiornati dei prezzi recapitati agli uffici e finiti anche sulla scrivania del sindaco Alessandro Rapinese (che si è già detto preoccupato) parlano di incrementi nell’ordine del 40%, ma secondo alcuni esperti a livello nazionale l’aumento potrebbe salire ancora arrivando anche al 50%.
Questo significa dover decidere – e andrà fatto a breve – come comportarsi sul piano asfaltature estive previsto in un ammontare di 5 milioni di euro. Tagliare strade oppure slittare in avanti nella speranza che i prezzi tornino a scendere? Il nodo dovrà essere sciolto poiché, se si decidesse di proseguire, bisognerebbe procedere con le gare e le attivazioni dei contratti quando necessario. Una soluzione potrebbe anche essere quella di individuare – per ora – le strade davvero pericolose e rinviare quelle in condizioni meno precarie, ma in ogni caso a parità di risorse investite il numero di metri quadrati di asfaltature andrebbe a ridursi in modo significativo. E anche nell’ipotesi del rinvio del pacchetto asfalti non ci sono certezze su quando i prezzi scenderanno con l’ulteriore rischio di ritrovarsi poi in inverno e non poter più asfaltare per le basse temperature. Un problema che, ovviamente, non è solo comasco, ma che investe tutto il comparto. Il presidente di Siteb (Associazione Strade italiane e bitumi) Alessandro Pesaresi ha infatti lanciato l’allarme con una lettera al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini chiedendo interventi del Governo straordinari e immediati per scongiurare per alcune aziende il fermo impianti e crisi aziendali. Del resto, come nel caso di Como, anche le amministrazioni pubbliche stanno valutando se e come pianificare le asfaltature oppure se congelarle almeno per il momento. In base ai dati di Siteb negli ultimi venti giorni la quotazione del bitume è salita fino a 200 euro a tonnellata con un balzo verso l’alto del 47% rispetto al mese di febbraio. A questo va aggiunto il costo dell’energia (viene indicato come raddoppiato) necessario per la produzione dell’asfalto. L’associazione fa anche un esempio e cioè che «una tonnellata di gas metano, fondamentale per la produzione del conglomerato bituminoso, è schizzata da 2-3 euro a 6-7 euro, con un’incidenza che raggiunge 12-14 euro per metro cubo di conglomerato prodotto. Un aumento dei costi di questa portata non potrà che avere pesanti ripercussioni su produzione, occupazione e continuità dei cantieri, mettendo a rischio anche il rispetto delle tempistiche dei lavori programmati».
La giunta a dicembre aveva approvato alcune tranche di asfaltature (in base ai comparti in cui è suddivisa la città) che comprendevano, tra le altre, piazza Cavour, lungo Lario Trento, viale Rosselli, viale Cavallotti, via Giulini, ma anche la Valfresca e via Madruzza. Ora è tutto in bilico e nelle prossime settimane si saprà quale direzione prenderà l’amministrazione.
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