Crans Montana, la Svizzera rinuncia a chiedere il rimborso delle spese mediche sostenute per gli italiani
Il presidente federale: «Il Governo svizzero è pienamente cosciente dell’immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime e sulle persone che soffriranno per tutta la vita delle sequele delle gravi ferite subite»
Berna (Svizzera)
Il Governo di Berna ha annunciato al termine della seduta settimanale del mercoledì che «rinuncerà eccezionalmente a chiedere il rimborso delle spese mediche per i pazienti assicurati in Italia» coinvolti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. Spese quantificate in circa 1,63 milioni. «Dodici pazienti assicurati in Italia sono state sottoposti a cure mediche in Svizzera prima di essere trasferiti in ospedali italiani - ha precisato il Governo di Berna -. Viceversa, un ferito assicurato in Svizzera è stato curato in Italia». Nella nota federale si legge che «il Governo italiano ha proposto che l’Italia e la Svizzera rinuncino reciprocamente a chiedere il rimborso delle spese mediche per le vittime dell’incendio assicurate nell’altro Paese».
«Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha informato della decisione la presidente del Consiglio dei ministri italiano Giorgia Meloni - si legge ancora nella nota federale -. Il Governo svizzero è pienamente cosciente dell’immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime e sulle persone che soffriranno per tutta la vita delle sequele delle gravi ferite subite». Quattro i comaschi coinvolti nel rogo di Capodanno, tra cui una ragazza quindicenne, residente a Castel San Pietro (Ticino), ma che frequentava una scuola comasca - risultata purtroppo la più giovane vittima della strage all’interno del bar “Le Constellation” - e così un coetaneo canturino, che dopo 120 giorni di ricovero tra Niguarda e Policlinico è tornato a casa. «Ha lottato come un leone», le parole dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.
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