«Crolla il cartongesso nel refettorio alla scuola Corridoni». E sulle bici scoppia la bufera
Consiglio comunale. Al centro del dibattito della seduta di lunedì sera le restrizioni per le due ruote nel centro storico e il piano di riorganizzazione degli istituti scolastici
Lettura 1 min.Como
Nel corso della seduta del Consiglio comunale di questo lunedì sera a Palazzo Cernezzi, la discussione tra i gruppi consiliari si è incentrata in gran parte su due temi: la regolamentazione dell’uso delle biciclette nelle vie del centro e il futuro della scuola primaria Corridoni.
La viabilità nel centro storico e il nodo biciclette
Il tema del transito sui pedali è stato introdotto dalla consigliera di maggioranza Cecilia Casella, che è intervenuta a seguito della manifestazione di protesta tenutasi lo scorso fine settimana, esprimendo la propria contrarietà all’iniziativa: «La dimostrazione ha avuto lo scopo di verificare che nelle vie del centro non si riesce a muoversi in sella quando c’è tanta gente. È riuscita, certo - ha sostenuto Casella -, ma chi vi ha partecipato ha dimostrato che se una parte di appassionati decide di ritrovarsi in centro, si blocca completamente il traffico pedonale con il rischio di urti. Spegnere la mente per inseguire la protesta a tutti i costi non è la scelta giusta: in certe vie occorre scendere dalla bici per tutelare i pedoni».
Dai banchi delle minoranze, Patrizia Lissi (Pd) e Giordano Molteni (Forza Italia) hanno offerto una lettura differente della piazza, sottolineando che tra i partecipanti vi erano famiglie e residenti, e suggerendo di valutare fascia oraria e singole vie anziché applicare un divieto generalizzato.
A chiudere il punto è stato il sindaco Alessandro Rapinese, che ha motivato la linea dell’amministrazione richiamando l’esigenza di tutelare i pedoni nel centro cittadino e citando anche precedenti ordinanze storiche della città: «A Cantù una bambina di 4 anni è stata investita da una bici elettrica: la sicurezza del centro è prioritaria. Già alla fine degli anni Settanta il sindaco Spallino aveva previsto per il centro storico l’obbligo di condurre la bicicletta a mano. Provvedimenti simili a quello di Como si trovano anche in altri contesti».
Il confronto sulla scuola primaria Corridoni
L’altro argomento principale ha riguardato il piano di riorganizzazione scolastica e il previsto spostamento degli alunni dalla scuola primaria Corridoni.
La consigliera Paola Ceriello (Forza Italia) ha chiesto chiarimenti sui tempi e sulle ragioni della chiusura, evidenziando i dati relativi alle iscrizioni: «Non metto in dubbio la necessità di razionalizzare per via del calo demografico, ma queste scelte vanno condivise. La Corridoni conta 201 iscritti distribuiti su 11 classi, con una media di 18 bambini per classe. È opportuno comprendere quale sia l’interesse pubblico nel chiudere l’istituto in tempi così brevi».
L’opposizione - con gli interventi di Lissi sui documenti di sicurezza del 2022 ed Eleonora Galli (Pd) sull’organizzazione dei prossimi lavori d’aula - chiedeva ulteriori dettagli, Rapinese ha difeso la scelta della Giunta, soffermandosi sullo stato dell’edificio e sulla destinazione dell’area: «Il giorno dopo l’ordinanza di accoglimento della sospensiva sulla Corridoni si è verificato un crollo di cartongesso nel refettorio. Questo Consiglio ha deciso in maniera legittima la chiusura dell’istituto, con l’approvazione di Provincia e Regione, definendo anche la futura destinazione della struttura, che consentirà di realizzare un parcheggio e liberare altre aree dal traffico».
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