Crollano le esportazioni degli arredi made in Italy verso gli Usa: -28,5%

I dati sull’export del mobile del mese di gennaio 2026 fotografano una fase di forte rallentamento che potrebbe essere temporaneo e fisiologico, rispetto al gennaio 2025 caratterizzato dalla fase di accaparramento pre dazi, oppure potrebbe rivelarsi come una prevedibile e comprensibile battuta d’arresto dovuta al conflitto in Medio Oriente

Como

Crollano le esportazioni degli arredi made in Italy verso gli Usa con -28,5% a gennaio 2026, secondo i dati diffusi da FederlegnoArredo. Il presidente Claudio Feltrin ribadisce: «Fare sistema per competere e alzare la guardia contro concorrenza sleale sono le parole d’ordine».

A pochi giorni dall’apertura del Salone del Mobile di Milano, la manifestazione internazionale si propone come luogo di ricostruzione di una rete di connessioni globali, proprio nel momento in cui l’instabilità sembra mettere in crisi i rapporti di import – export più consolidati.

I dati sull’export del mobile del mese di gennaio 2026 fotografano una fase di forte rallentamento che potrebbe essere temporaneo e fisiologico, rispetto al gennaio 2025 caratterizzato dalla fase di accaparramento pre dazi, oppure potrebbe rivelarsi come una prevedibile e comprensibile battuta d’arresto dovuta al conflitto in Medio Oriente.

In ogni caso il 2026 si apre con un segno negativo per l’export dell’arredo secondo i dati elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo, su fonte Istat e si evidenzia una debolezza diffusa della domanda internazionale, con alcune aree che mostrano tuttavia maggiore resistenza.

A gennaio le esportazioni di mobili italiani nel mondo, pari a circa 700 milioni di euro, calano del 13,1%, con una flessione diffusa sia nei mercati europei (-9%) sia in quelli extra Unione europea (-17,4%). Particolarmente significativa risulta la contrazione verso gli Stati Uniti che tocca un -28,5%, Francia -6,1%; Germania -18,4%, Spagna -15,3%, Paesi Bassi -3,4%, Regno Unito -6,7% e Cina con un calo importante del -46,6%.

I paesi Opec registrano un -2,5%. Per trovare un segno positivo dobbiamo guardare all’Austria (+12,2%) e alla Repubblica Ceca (+11,4%), i cui volumi sono però ancora troppo piccoli per risultare determinanti nello scenario complessivo.

«Nel 2025 abbiamo visto come la filiera legno-arredo abbia registrato un fatturato in lieve crescita (+1,4%), sostenuto dal mercato interno pari a 33 miliardi di euro (+2%) e un export che si è mantenuto pressoché stabile (+0,4%). Un risultato tutt’altro che scontato – spiega Claudio Feltrin - che le nostre imprese adesso devono cercare di difendere, pur trovandosi, ancora una volta, a gestire una situazione complessa e imprevedibile. Il Covid prima, la guerra in Ucraina, i dazi Usa, la guerra in Medio Oriente e il caro energia. La capacità di reazione della nostra industria è stata messa a dura prova in questi ultimi anni, ma le risposte non si sono fatte attendere – prosegue il presidente di FederlegnoArredo - adesso si rende ancor più necessario rafforzare la presenza internazionale delle imprese, accompagnandole con maggiore decisione nei processi di diversificazione verso nuovi mercati ad alto potenziale, riducendo al tempo stesso l’esposizione alle aree più instabili, difendendo il posizionamento del prodotto italiano su qualità e valore aggiunto, evitando dinamiche di competizione esclusivamente basate sul prezzo».

Ci sono comunque segnali di miglioramento e un clima di fiducia da parte delle imprese, in particolare il saldo dei giudizi sugli ordini espresso a marzo 2026, pur mantenendosi negativo, torna a migliorare dopo i primi due mesi del 2026 di oltre 13 punti percentuali.

Un elemento da monitorare riguarda le dinamiche commerciali globali indotte dai dazi Usa. Nel 2025 l’Unione Europea ha registrato un incremento delle importazioni dalla Cina nella Filiera legno-arredo dell’1,3%, a fronte di una riduzione degli acquisti dagli altri Paesi extra Ue (-1,6%). Questo fenomeno evidenzia una sostituzione nelle quote di mercato e un rafforzamento della pressione competitiva sui produttori europei.

«In questo quadro – conclude Feltrin - il Salone del Mobile.Milano si conferma un appuntamento imprescindibile per tutto il settore: una piattaforma concreta e accessibile anche per le piccole e medie imprese, che qui possono avere il massimo risultato nel confronto diretto con i buyer.(...) Anche il percorso verso il contract, che sempre di più negli ultimi anni si è concretizzato come una grande occasione di business, va in questa direzione, inserendosi in un ambito sempre più strategico per l’industria del design».

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