Crollo delle nascite. Nel Comasco siamo ai minimi

Natalità. A livello locale la media scende a 1,12 figli per donna, ma per il cambio generazionale servirebbe un tasso di 2,1. Oggi l’età media delle madri che partoriscono è di 33 anni

Lettura 1 min.

Como

Affinché una nuova generazione riesca a sostituire quelle precedenti serve un tasso di fecondità in linea teorica pari ad almeno 2,1 figli per donna. A Como siamo scesi all’1,12, un numero mai così basso nella storia del Lario.

Per la verità i comaschi hanno iniziato a fare meno figli già dalla fine dello scorso secolo. Negli anni Duemila a quel fatidico 2,1 non siamo mai arrivati. Abbiamo superato un figlio e mezzo per donna nel 2009 (tasso di fecondità pari a 1,52) poi, dopo la crisi economica, di nuovo la discesa. Sotto all’1,25 figli nel 2020, dopo la pandemia all’1,19 nel 2023 e dopo l’1,18 del 2024 la stima calcolata questa settimana dall’Istat per l’anno scorso scende ancora all’1,12. Siamo fanalino di coda in Lombardia, pari solo a Lodi, fanno meglio, ma non troppo Brescia e Cremona, 1,21.

Nel panorama nazionale invece ci sono altri territori destinati a non compensare le generazioni dei nonni e dei baby boomers. Succede in Piemonte come in Liguria, al contrario le eccezioni in positivo su tutte sono Bolzano, Gorizia e Reggio Calabria. Peggio di tutti la Sardegna, tra Cagliari e Oristano le donne non fanno nemmeno un figlio a testa in media. E questo declino, guardando le proiezioni, toccherà nei prossimi anni, seppur lentamente, anche a Como. Sì perché il tasso di fertilità si calcola sulla platea delle potenziali mamme, anche loro in diminuzione, tra i 15 e i 49 anni. Nella nostra provincia abitano oggi esattamente 113.685 donne in questa fascia d’età. Peccato che secondo l’ultimo rapporto Istat l’età media delle donne comasche al parto abbia raggiunto i 33,14 anni. Tre mesi d’attesa in più rispetto al 2024, due anni e due mesi e mezzo in più rispetto al 1999. Ne consegue che sono sempre meno le potenziali partorienti, sotto ai 25 anni e sopra ai 42 il numero di figli si riduce molto. Nel computo totale sono comprese le mamme straniere, nuove arrivate o di seconda generazione. Donne che fino a quindici anni fa contribuivano in maniera significativa a compensare le perdite totali dei nuovi nati e che invece tra crisi e Covid si sono livellate sulle medie comasche.

«È una contrazione della popolazione, un minimo assoluto, una trappola demografica - commenta Paolo Beretta, primario dipartimento Materno infantile dell’Asst Lariana - il declino delle nascite comporta la mancata sostituzione delle generazioni precedenti. L’età media delle mamme al parto, sopra ai 33 anni, ci dice che buona parte della platea delle potenziali donne non è interessata da gravidanze. Le ragioni di questo fenomeno sono economiche, sociali, bisognerebbe parlare di stipendi, di asili nido, forse anche di aspirazioni personali». I flussi migratori dall’estero compensa il totale della popolazione residente, ma per età già mature, non per la prima infanzia, di contro aumentano i cittadini comaschi anziani, sopra ai 75 anni. Chiudono punti nascita e scuole. «Le scuole chiuse fanno tristezza - dice Beretta - quanto ai punti nascita i grandi ospedali danno più garanzie e sicurezza rispetto ai piccoli presidi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA