Da Como a Bologna 43 anni dopo la strage. La memoria dei Mauri nei “sampietrini”

L’anniversario Il corteo lungo la strada dove ci sono le pietre d’inciampo per le 85 vittime. In città fiori del Comune sulla tomba di mamma Anna Maria, del piccolo Luca e di papà Carlo

Sono passati 43 anni dalle 10.25 del 2 agosto 1980 . In quell’orario e in quel giorno (un sabato), con l’esplosione di una bomba alla stazione di Bologna, piena di famiglie che andavano o tornavano dalle vacanze, le vite di Anna Maria Bosio, Carlo Mauri e del piccolo Luca di appena sei anni, vennero travolte irrimediabilmente dalle macerie. La famiglia comasca era originariamente diretta a Manduria, in Puglia, in auto, ma a causa di un guasto alla vettura decise di proseguire in treno per la meta di vacanza dove, ad attenderli al campeggio, c’era il fratello di Anna Maria, Vittorio. Un’attesa vana che, con il passare delle ore, assunse sempre di più i contorni della tragedia che poi si sarebbe rivelata.

Gonfalone e consiglieri

Ieri la città di Como ha voluto ricordare, come tutti gli anni, la famiglia di Tavernola. Al corteo di Bologna era presente il gonfalone accompagnato dai due consiglieri comunali Silvia Zanotta (con la fascia tricolore) e da Stefano Fanetti. Con loro anche due agenti della Polizia locale comasca, che hanno portato il vessillo insieme a quelli di tutte le altre città di provenienza delle vittime. E la memoria della famiglia Mauri ha anche la forma dei “sampietrini” dorati, uno per ciascuna delle vittime della strage, collocati lungo via Indipendenza, tra piazza Nettuno e la stazione ferroviaria, esattamente il percorso del corteo. Sulle pietre d’inciampo sono stati deposti anche dei piccoli fiori. Su ciascuna è indicato il nome e l’età oltre alla scritta «Vittima della strage del 2 agosto 1980».

La strada del ricordo

Partendo da piazza Nettuno il primo ricordo dei comaschi che si incontra è quello di papà Carlo Mauri, che aveva 32 anni il giorno della strage: la sua pietra si trova infatti in via dell’Indipendenza all’altezza del civico 22. Più avanti, all’incrocio con via Dei Mille, c’è quella del piccolo Luca, morto ad appena 6 anni. L’ultima, verso la stazione, è quella di Anna Maria, scomparsa a 28 anni.

L’anno scorso l’associazione Familiari delle Vittime, con il Teatro dell’Argine, aveva ricordato le vittime della strage portando a “destino”, come si dice in gergo ferroviario, le valigie delle 85 vittime. Le tre di Carlo, Anna Maria e Luca erano state consegnate da due ragazzi al sindaco di Manduria. Ieri mattina la cimitero Monumentale, dove è sepolta la famiglia Mauri, è stata deposta ieri mattina una composizione floreale decorata con un nastro rappresentante la bandiera italiana e la scritta “La città di Como”.

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