Da Dalì a Monicelli. Su Rai Storia ritorna Minonzio
Il direttore de La Provincia commenta le ricorrenze della settimana dall’11 al 17 Si comincia con gli anni ’30
Televisione
«L’opera più celebre Dalí è “La persistenza della memoria”, famosa per gli orologi molli, liquefatti, ed è proprio la dimostrazione della caduta della visione meccanicistica del tempo. Il tempo si sbriciola, diventa liquido, diventa tema di memoria e di sbriciolamento dell’identità, che è proprio il topos della cultura di quel periodo, gli anni ’30. Non a caso è del 1932, mentre “La ricerca del tempo perduto” di Proust è del 1927, a dimostrazione della fine della cultura positivista e scientista dell’Ottocento e l’immissione nella cultura del Novecento dell’inquietante sgretolamento della memoria e del tempo. Questa è la grandezza di Dalí».
Così il direttore de La Provincia di Como, Lecco e Sondrio, Diego Minonzio, ricorda l’arte di Salvador Dalì, nato l’11 maggio 1904. È la prima delle ricorrenze della settimana dall’11 al 17 maggio, scelte e commentate da Minonzio, che torna come editorialista a “Il giorno e la Storia”, il programma di Rai Cultura firmato da Giovanni Paolo Fontana, in onda tutti i giorni alle 00.10 e in replica alle 8.30, 11.30, 14.00 e 20.10 su Rai Storia.
Dopo la nascita di Dalí, martedì 12 Minonzio ricorda il pianista e compositore statunitense Burt Bacharach, nato nel 1928, vincitore di tre Oscar e interpretato anche da artisti come i Beatles e Dionne Warwick.
Mercoledì 13 si torna al 1968, quando a Parigi 800mila persone partecipano alla manifestazione parigina considerata l’apice del maggio francese e della contestazione sessantottina in Europa. Ancora Francia protagonista giovedì 14: nel 1643 muore il re Luigi XIII, salito al trono a soli 9 anni. Durante il suo regno nomina primo ministro il cardinale Richelieu, che di fatto governa la Francia fino alla morte, e con il quale condividerà le pagine de “I tre moschettieri” di Dumas.
Venerdì 15 ricorre la nascita di Michail Bulgàkov, nel 1891. Medico, poi scrittore, è celebre per il romanzo postumo “Il maestro e Margherita”, poi un grande del cinema in primo piano sabato 17: Mario Monicelli, nato nel 1915.
La settimana si chiude, domenica 17, con l’omicidio del commissario Calabresi, ucciso nel 1972 a Milano da due militanti di Lotta Continua. Per il delitto sono stati condannati Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani, come mandanti, e Ovidio Bompressi e Leonardo Marino, come esecutori.
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