Da Villa Olmo a Casate, tutto chiuso. Si rischia un’estate senza lidi

Il caso Concessioni revocate e bandi da rifare con tempi tecnici spesso molto lunghi. Ma il sindaco è convinto di potercela fare

La prossima estate è un punto di domanda, almeno per ora, per quanto riguarda piscine esterne e solarium. Le uniche due presenti in città con prezzi accessibili, cioé il lido di Villa Olmo e quello attiguo al centro sportivo di Casate, rischiano di essere entrambe chiuse. Il motivo è da ricercare nei tempi con cui verranno indetti i bandi di gara e in quelli delle procedure per arrivare ad individuare i nuovi gestori che non potranno certo accogliere i clienti dalla sera alla mattina.

Ma andiamo con ordine. Il lido di Villa Olmo era stato dato in concessione per sei anni a Maurizio Locatelli con il socio Giorgio Porta (scomparso a fine 2024) nel 2019 in base al bando di gara avviato dall’amministrazione Lucini e poi sfociato in ricorsi al Tar e contestazioni con esclusione per irregolarità del primo classificato, una società veneta. La concessione è scaduta nel maggio scorso e l’amministrazione aveva deciso di non esercitare l’opzione di rinnovo automatico per altri sei anni ma l’aveva prorogata fino al 31 dicembre 2025. Lunedì ha scritto a Locatelli di non voler procedere per una ulteriore stagione. E ora? Il sindaco Alessandro Rapinese ha dichiarato in tv che «non ci sarà alcuna interruzione di servizio, ci sono delle occupazioni senza titolo in corso ed evidentemente dovremo riorganizzare la gara perché il periodo concessorio è scaduto». Ma di bandi, almeno finora, nessuna traccia. Su questo lo stesso sindaco sul sito web de “La Provincia” ha scritto che «gli uffici stanno lavorando» e che «prima si chiude bene con il concessionario in essere e poi si aggiudica, altrimenti si espone il Comune al rischio di, come avvenuto con il Conservatorio al Carducci, promettere un bene che però, ostinatamente, non viene reso disponibile dal precedente concessionario. Esponendo lo stesso Comune a risarcimenti nei confronti del nuovo aggiudicatario».

Tempi lunghi

I tempi per arrivare a una nuova aggiudicazione non sono brevi e vedere il bar riaperto il primo aprile come tradizione è impossibile. Altro discorso per il lido, ma in poco più di due mesi pubblicare il bando, attendere le offerte, individuare il vincitore e firmare i documenti è decisamente complicato. Senza contare che prima di un’apertura sono necessari lavori di manutenzione oltre all’arredamento, al riavvio degli impianti, eccetera. Insomma è una corsa contro il tempo. Sulla questione, dopo i gruppi di opposizione, è intervenuta con una nota anche l’associazione Nova Como presieduta da Vincenzo Falanga parlando di «situazione che rischia di lasciare senza guida e senza certezze uno dei luoghi simbolo della città proprio alla vigilia dell’avvio della stagione estiva» e contestando come il lungolago, da viale Geno (passando per l’ex chiosco Al Molo e i giardini) a Villa Olmo sia «ridotto a un cantiere permanente».

Spostandosi alla piscina di Casate il nodo è analogo. L’impianto è in concessione a Csu fino al 30 giugno e solitamente la parte esterna (lido, piscine e campi da gioco) apre all’inizio di giugno. Anche in quel caso non è ancora stato pubblicato il bando per trovare un nuovo gestore. Questo vuol dire che l’estate comasca tra tintarella e piscina è più un’incognita.

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