Dal calcio alle Olimpiadi lo sport traina il turismo a Como

Bilanci Presenze in aumento con picchi durante il periodo natalizio: «Boom di prenotazioni soprattutto quando il Como gioca in casa»

L’inverno 2025-2026 si sta confermando una stagione a due velocità per il turismo comasco. Pochi giorni di forte afflusso e lunghi periodi di vuoto caratterizzano un andamento che gli operatori definiscono fragile, nonostante alcuni dati percentuali possano sembrare incoraggianti se letti fuori contesto.

«Nel periodo natalizio abbiamo registrato un’occupazione tra l’80 e il 92%, con un picco del 94% tra il 20 dicembre e il 5 gennaio», racconta Xavier Folini di House of Travelers, che gestisce diverse case vacanza in città. «Subito dopo, però, le prenotazioni si sono azzerate». Una concentrazione estrema che rende difficile parlare di una stagione davvero positiva.

Rispetto agli anni passati, il confronto non è semplice. «Sbagliato dire che è come quando c’era la Città dei Balocchi: allora avevamo un afflusso diverso, la gente arrivava apposta per l’evento e restava. Oggi è più un turismo mordi e fuggi, persone che dicono “andiamo un salto a Como”», spiega Folini. Anche i prezzi ne risentono: «La tariffa media per notte si è abbassata di circa il 30%».

Un fenomeno interessante riguarda i fine settimana legati agli eventi sportivi locali. «Quando il Como gioca in casa, riempiamo facilmente: per esempio qualche giorno fa abbiamo avuto tantissimi ospiti da Bologna. Mentre, sempre a livello sportivo, ci sono poche prenotazioni per le Olimpiadi». Presenze evidenti, che però non sempre si traducono in consumi diffusi, come segnalato da tanti commercianti del centro storico.

Uno scenario che trova conferma nell’analisi di Giuseppe Rasella, vicepresidente della Camera di Commercio. «Parliamo di un incremento intorno al 30%, ma su un periodo di bassissima stagione: è un dato poco significativo se non lo si contestualizza», sottolinea. «La sensazione è quella di un assestamento dei flussi turistici. Ci sono due ragioni fondamentali per questo fenomeno: il turismo non può crescere all’infinito e sono mancati eventi consolidati sul territorio, che oggi, anche per via delle nuove normative, non sarebbero più realizzabili. Parte della domanda sembra essersi spostata su altri periodi dell’anno».

Tra le criticità principali resta la mobilità. Rasella evidenzia come i disservizi nei collegamenti rappresentino un freno strutturale allo sviluppo turistico: «servirebbero collegamenti ferroviari più rapidi ed efficienti verso Milano, Lecco e gli aeroporti, utili sia ai residenti sia ai visitatori. La navigazione resta centrale, perché la prima cosa che fa un turista a Como è salire su un battello».

Il punto, secondo la Camera di Commercio, non è più continuare a crescere solo nei numeri. «Le presenze vanno monitorate costantemente, ma è fondamentale valutare la qualità del turismo. I valori non sono bassi, ma vanno affrancati e consolidati», conclude Rasella. Questo inverno fotografa un territorio arrivato a una fase di equilibrio delicato, chiamato ora a ripensare il proprio modello turistico.

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